La Cremonese perde anche contro l’Inter ma chiude in crescendo: i grigiorossi giocano una partita coraggiosa, da qui deve ripartire la corsa alla salvezza
Siamo onesti, le aspettative non erano altissime: una Cremonese svuotata dal mercato, dagli infortuni e dalle squalifiche incontrava la lanciatissima capolista Inter, che quando ha incontrato squadre dal sesto posto in giù ha vinto 17 partite su 18. Rispetto ad altri momenti della stagione c’era un po’ il timore che potesse finire in maniera ben più netta. Il risultato finale invece è contenuto e la prestazione è stata gagliarda. Dopo alcune prove negative, il finale visto contro l’Inter dà la sensazione di poter essere l’inizio della ripartenza dopo il periodo no.
DI MALEH IN PEGGIO – Come se non bastassero le numerose assenze che hanno ridotto all’osso una rosa già accorciata dal mercato, a poche ore dal match Nicola perde anche Vandeputte per un problema muscolare. L’avanzamento di Terracciano diventa inevitabile, l’ex Milan va a giocare da esterno a tutta fascia. Sulla sinistra c’è Pezzella, Grassi, Zerbin e il nuovo acquisto Maleh completano il centrocampo. Davanti non ci sono sorprese, giocano Bonazzoli e Vardy; dietro invece sì. Come braccetto destro gioca Folino, colui che nella magica notte della Spezia aveva ben marcato Pio Esposito. Insieme all’inesauribile Baschirotto c’è poi Ceccherini, non capitan Bianchetti che guarda da fuori la gara contro la squadra che l’ha lanciato. In panchina oltre a lui ci sono solo altri quattro giocatori di movimento, compreso Johnsen che ha già prenotato l’aereo per la Sicilia.
PIANO GARA – Nicola ha preparato la partita in maniera attenta. La scelta di schierare due difensori come Ceccherini e Folino, più aggressivi sull’uomo rispetto a Terracciano e Bianchetti, indica la voglia di non lasciare spazi ai nerazzurri. Dietro infatti si concede poco e il predominio territoriale dell’Inter non porta grosse paure dalle parti di Audero. I grigiorossi poi sono pronti a ripartire con l’abilità di Bonazzoli di lanciare Vardy nello spazio. L’arma è potenzialmente letale, perché l’Inter gioca con la difesa molto alta e l’inglese è spesso lasciato uno contro uno. Solo una strenua difesa di Bisseck impedisce all’ex Leicester di scaldare subito le mani a Sommer.
GOL SBAGLIATO, GOL SUBITO – Come spesso succede contro queste squadre, la fregatura arriva proprio quando ti sembra di essere in controllo. Basta un minimo calo di tensione e l’Inter ne approfitta: sul corner di Dimarco Grassi si disinteressa troppo presto di Lautaro che stacca tutto solo in area per il vantaggio ospite. Per la prima volta in tutta la stagione la Cremonese subisce una rete da calcio d’angolo. La gara si decide tutta nel quarto d’ora seguente, secondo una delle più vecchie regole del calcio. Bonazzoli lancia Vardy in campo aperto ma il compagno si allunga troppo palla e spreca l’occasione di riportare la gara in parità. Gol sbagliato, gol subito. Pochi minuti dopo Zielinski beffa un Audero non impeccabile con un tiro dalla distanza e porta l’Inter sul doppio vantaggio. Una buona Cremo termina il primo tempo sotto di due reti.
AUDERO UOMO VERO – La ripresa si apre con un fatto che nulla ha a che fare con il gioco del calcio. Più che raccontare dello scoppio del petardo, meglio evidenziare la reazione di Audero. Il numero 1 grigiorosso non urla, non fa scene, appena si riprende si rialza e ricomincia a giocare, dando una lezione a tutti: non solo al delinquente che ha lanciato l’ordigno, ma anche a quei tifosi che gli chiedevano di restare in terra. Ci sono cose più importanti dei tre punti, dare l’esempio e comportarsi in maniera etica è una di queste. Dopo la detonazione l’Inter frena, si accontenta e gestisce. La Cremonese abbozza finalmente una reazione, alza il baricentro e prova a regalarsi quel gol che ha trovato solo in una delle ultime nove partite (le due reti contro il Cagliari). Il palo colpito da Zerbin nel finale è il simbolo del momento. Il buon finale di gara non sarà molto, ma è sicuramente la cosa migliore vista dalla trasferta di Torino in poi. Nelle condizioni attuali il bicchiere è da considerarsi mezzo pieno e la prestazione deve essere presa come punto per ripartire nella costruzione del sogno salvezza.
BUONE NUOVE DAI NUOVI (E DAI VECCHI) – La gara contro l’Inter è stata anche l’occasione per vedere all’opera i due nuovi acquisti. Sia Maleh sia Djuric, entrato a gara in corso, hanno date buone indicazioni. Nella rosa della Cremonese mancavano giocatori con le loro caratteristiche. L’ex Lecce ha tecnica ed esperienza in Serie A, l’ariete bosniaco porta soluzioni diverse, soprattutto nel finale di partita. In attesa di capire se i due confermeranno le buone prime impressioni, si spera che la gara abbia schiarito le idee sul mercato. Le buone prestazioni di Folino e Ceccherini hanno detto che forse tutto questo tempo speso a inseguire Marianucci (…) è stato un po’ sprecato. Sicuramente servono altri innesti in mezzo al campo, dove Maleh (2 reti in 118 presenze in Serie A, l’ultima più di 4 anni fa) porta qualità ma non pericolosità negli ultimi metri. Servono forze fresche e subito disponibili perché il mese di febbraio è tosto: Luperto e Thorsby alzerebbero significativamente il livello di competitività della rosa.
