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Cremonese, dal 4-3-3 asimmetrico ai segnali positivi dei rientri
Cremonese, dal 4-3-3 asimmetrico ai segnali positivi dei rientri

Virus, caldo e terreno di gioco condizionano la Cremonese. Se non altro, segnali positivi dai rientri e ancora buone risposte dalla panchina

Per analizzare Cremonese-Virtus Entella bisogna partire dalle condizioni nelle quali i grigiorossi sono arrivati alla partita. Il virus gastrointestinale che ha colpito diversi elementi della rosa ha inevitabilmente inciso sull’intensità, sulla lucidità tecnica e sulla capacità di mantenere alto il ritmo. All’intervallo Bianchetti, Rocchetti e Thorsby avevano già chiesto il cambio, mentre Luperto era stato costretto a lasciare il gruppo nei giorni precedenti. A questo si sono aggiunti il caldo tornato a farsi sentire a Cremona e un terreno di gioco non ideale per una squadra che vuole muovere velocemente il pallone. Non possono diventare alibi per una prestazione poco brillante, ma rappresentano attenuanti importanti per comprendere uno 0-0 povero di qualità e occasioni.

RIPARTENZE DISINNESCATE – Uno degli aspetti migliori della prestazione, soprattutto nel primo tempo, è stato il controllo delle transizioni dell’Entella. La squadra di Chiappella aveva travolto il Pisa sfruttando la capacità di verticalizzare immediatamente dopo il recupero e attaccare in campo aperto con diversi giocatori. La Cremonese ha concesso poco in queste situazioni, mantenendo una discreta copertura preventiva e impedendo agli avversari di trovare facilmente spazio alle spalle del centrocampo. Più problematica è stata invece la pressione sulla costruzione dal basso. Quando i grigiorossi provavano ad alzarsi, l’Entella riusciva spesso a superare la prima linea attraverso appoggi corti e movimenti coordinati, trovando poi campo per avanzare. Il pressing della Cremonese non è sempre stato accompagnato con le distanze corrette e, una volta saltata la prima pressione, i liguri sono riusciti a creare alcune situazioni potenzialmente pericolose.

UN 4-3-3 MOLTO MOBILE – la Cremo per l’incontro contro la Virtus Entella si è schierata con un 4-3-3 asimmetrico. Licina rimaneva molto aperto sulla destra per ricevere nell’uno contro uno, mentre sul lato opposto Pecchia aveva preparato una rotazione interessante tra Berti e Thorsby. Il primo partiva da una posizione più alta, ma tendeva ad accentrarsi per occupare gli spazi tra le linee e partecipare alla costruzione interna; il norvegese agiva invece da mezzala ed era chiamato ad attaccare lo spazio liberato dal movimento del compagno. I due, come si può vedere dalle loro heatmap si scambiavano frequentemente posizione, cercando di togliere riferimenti alla struttura difensiva dell’Entella. Quando la Cremonese riusciva a verticalizzare rapidamente e a trovare un giocatore rivolto verso la porta, diventava pericolosa. È accaduto un paio di volte nel primo tempo, ma è sempre mancato l’ultimo passaggio o la scelta decisiva per trasformare una buona uscita in una vera occasione.

La heatmap di Tommaso Berti in Cremonese – Virtus Entella
Fonte heatmap: Sofascore
La heatmap di Morten Thorsby in Cremonese – Virtus Entella
Fonte heatmap: Sofascore

IDEA NON CONCRETIZZATA – Il meccanismo tra Berti e Thorsby era interessante, ma non ha prodotto tutti gli effetti sperati. Il norvegese ha saltato gran parte della preparazione dopo gli impegni mondiali e non possiede ancora la brillantezza necessaria per attaccare ripetutamente l’area e gli spazi esterni. Anche il virus ha probabilmente inciso sulla sua condizione, impedendogli di accompagnare l’azione con la consueta forza. L’accentramento di Berti avrebbe inoltre dovuto liberare l’intera corsia sinistra per le avanzate di Rocchetti, che però non è sempre riuscito a sfruttare quello spazio con sufficiente continuità. Sono mancati lo spunto, la precisione nell’ultimo terzo di campo e la capacità di fare la giocata decisiva. L’idea tattica resta valida, ma per funzionare ha bisogno di interpreti in condizioni atletiche migliori e di un terzino capace di garantire maggiore incisività offensiva.

DUE RIENTRI PREZIOSI – Una delle notizie più importanti è stata il ritorno di Baschirotto, difensore che in Serie B può fare la differenza grazie alla fisicità, alla capacità di difendere con tanto campo alle spalle. Una caratteristica particolarmente preziosa per Pecchia, che vuole mantenere una linea abbastanza alta e accetta di lasciare campo alle spalle della difesa. La coppia centrale ha comunque sofferto in alcuni frangenti la rapidità e la mobilità degli attaccanti dell’Entella, bravi a muoversi senza offrire punti di riferimento fissi. Altrettanto importante è stato il recupero di Grassi, chiamato in causa dopo appena 18 minuti per l’infortunio di Pontisso. Pecchia richiede ai propri centrocampisti ordine, precisione posizionale e capacità di effettuare le coperture preventive: qualità che appartengono pienamente al calciatore di Lumezzane, il cui rientro assume ancora più valore considerando il nuovo problema fisico accusato da Pontisso.

CAMBI ANCORA INCISIVI – Come già accaduto a Cesena, la panchina ha offerto risposte incoraggianti. Tutti i giocatori entrati hanno mostrato il piglio giusto e la volontà di incidere, dimostrando che il gruppo è coinvolto anche oltre gli undici titolari. Elia, utilizzato da terzino sinistro, ha portato vivacità, ampiezza e maggiore intraprendenza, facendosi apprezzare anche per alcune chiusure difensive e per il corretto posizionamento senza pallone. Collocolo ha aggiunto intensità, inserimenti e presenza fisica: ormai è evidente come riesca a rendersi utile praticamente in qualsiasi posizione venga schierato. Anche Nasti, pur non essendo sempre ordinato nelle scelte e nei movimenti, è entrato con aggressività e desiderio di lasciare il segno. Infine, Djuric ha offerto una soluzione differente: contro difese basse e compatte, la sua capacità di giocare spalle alla porta, vincere i duelli aerei e servire da riferimento può diventare molto importante. La qualità degli ingressi conferma la profondità della rosa e l’attaccamento di chi, almeno inizialmente, deve accettare la panchina.

DI MARIO, UN PROFILO INTERESSANTE – Tra i migliori dell’Entella va segnalato Stefano Di Mario, protagonista di un ottimo avvio di campionato e già molto positivo nella vittoria contro il Pisa. Allo Zini è riuscito a limitare Adin Licina, impresa tutt’altro che semplice considerando quanto il giovane tedesco ha fatto vedere nelle prime uscite. Di Mario ha difeso con attenzione, scegliendo bene quando accorciare e quando accompagnare l’avversario, ma ha mostrato qualità anche in fase di spinta, grazie a un buon piede e a letture interessanti. Considerando le esigenze della Cremonese sulla fascia sinistra e le caratteristiche non completamente adatte al calcio di Pecchia degli attuali interpreti, può essere un profilo giovane da osservare con attenzione. Non basta naturalmente una singola prestazione per formulare un giudizio definitivo, ma ciò che ha mostrato in questo avvio merita di essere seguito.

UNA SOSTA UTILE – La lunga pausa arriva probabilmente nel momento migliore. Consentirà ai giocatori colpiti dal virus di recuperare completamente, permetterà di valutare gli infortuni e offrirà a Thorsby e agli altri elementi di migliorare la condizione. Pecchia avrà inoltre finalmente tempo per lavorare con continuità sulla squadra, affinare la pressione, consolidare le rotazioni offensive e rendere più riconoscibili i propri principi. Lo 0-0 contro l’Entella non può soddisfare, ma va analizzato tenendo conto di una situazione particolare. La Cremonese ha giocato male, è rimasta spesso senza idee e ha prodotto troppo poco, ma è riuscita comunque a non perdere e a conquistare la prima porta inviolata in campionato.

Lorenzo Gandaglia

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