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Tutto è Bene quel che finisce Bene
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La vittoria di Castellammare regala alla Cremo un altro anno di Serie B. Sulla salvezza c’è la firma indelebile di mister Bisoli

Prestatemi un attimo il gioco e fate questo sforzo. Chiudete gli occhi e tornate per un attimo all’estate scorsa, quando la parola corona veniva ancora associata alla birra e la nostra unica preoccupazione era il mercato della nostra amata Cremo. Già ci vedevamo, con il nostro attacco stellare, a festeggiare la promozione con un gin tonic in mano sul lungomare di Castellammare e la prospettiva di un weekend lungo a sbronzarci in vista delle trasferte negli stadi storici italiani, tra Milano, Roma, Napoli, Firenze, Genova e Torino.

Attese disattese. E guarda un po’, è quasi andata così. Peccato che la Cremo in terra campana non abbia festeggiato la promozione ma una salvezza sudata, che a un certo punto sembrava lontanissima. Il tutto in uno stadio vuoto, a causa dei danni di quel maledetto virus (che tra i side effect ha pure quello di aver affossato le vendite dell’omonima birra). Per raggiungerla sono serviti tre allenatori – in quattro mandati – ma gran parte del merito va al signore che siede in panchina in questo momento: mister Bisoli.

Media da promozione. Da quando è arrivato Bisoli la Cremo ha iniziato a correre a una media da promozione diretta: sono 21 i punti raccolti in 11 partite, per una media di 1,91 punti a partita (per rendere l’idea, il Crotone, secondo e già promosso in serie A, ha una media di 1,84 punti a partita). Una media quasi doppia rispetto a quella dei predecessori: Bisoli prese in mano una Cremo che dopo 26 giornate aveva raccolto solo 27 punti, per una media molto vicina a un punto a partita. Nel recente passato solo Rastelli, nel girone di ritorno dello scorso anno, era riuscito a fare meglio: 22 punti in 11 partite (uno in più di Bisoli) e playoff sfiorati di un pelo.

Cambio di mentalità. Il merito più grande del mister è stato forse quello di compattare una squadra che nei precedenti mesi non era sembrata nulla di più della somma dei singoli. La Cremo pre-Bisoli non dava mai l’idea di essere padrona della partita; era una squadra dalla mentalità debole e con un piano confusionario, dettato da giocate individuali e dal ritmo imposto dagli avversari. Nell’ultimo mese, pur con mille difficoltà, una rosa ridotta all’osso e un calcio non proprio scintillante, la Cremo è sempre stata dentro la partita, sul pezzo. La vittoria contro la Juve Stabia è forse la più “bisolana” di tutte: gol in mischia, compattezza in difesa e colpo del k.o. alla prima occasione.

Ciofani dentro. È emblematico che la firma sulla salvezza sia stata messa dal giocatore più atteso e più chiacchierato della stagione. Ciofani era arrivato con la fama dell’attaccante di categoria, quello che nell’annata storta arriva comunque in doppia cifra. Invece le reti sono arrivate con il contagocce, le prestazioni sono state insufficienti e a far notizia sono stati i rigori sbagliati. Bisoli però non ha mai smesso di crederci e ha puntato forte su Daniel, l’unico giocatore offensivo a non conoscere il significato della parola turnover. Dopo la partita contro il Benevento (in cui Ceravolo non ha brillato) ha giocato da titolare 8 partite consecutive in un mese esatto: un rush che solo un professionista serio può affrontare, considerando l’età del giocatore (35 anni tra pochi giorni) e il caldo del periodo estivo. Ciofani ha ripagato con i gol (tre) e un sacrificio costante per la squadra anche in fase difensiva, dove la sua abilità nel gioco aereo è stata fondamentale.

Il tempo dei calcoli. La gioia per una città che ha sofferto tanto lascerà ben presto il tempo ai giudizi, inevitabili quando ci sono in ballo interessi sportivi ed economici. Il lockdown non ha solo stravolto il campionato in corso ma avrà pesanti ripercussioni anche sul prossimo. Oltre a un prevedibile ridimensionamento degli investimenti, le squadre di B dovranno programmare la stagione in poche settimane. È inevitabile analizzare gli errori di una stagione in cui la Cremo era partita come protagonista annunciata, come faceva intendere il monte-ingaggi (tra i più alti della categoria). Va presa alla svelta una scelta su Bisoli – che con la salvezza si è guadagnato il rinnovo e che meriterebbe la riconferma. Poi serve un grosso aiuto dal mercato, fatto in sintonia con il mister, cercando di non ripetere gli errori della passata stagione. Serve un mix di giocatori esperti (alla Terranova) e giovani da lanciare (alla Zortea), cercando innanzitutto di risolvere il problema del gol. Questa squadra ha un forte bisogno di imprevedibilità e di aumentare il numero di giocatori in grado di andare in rete. Lo strano campionato che andremo ad affrontare non deve essere visto come un problema ma come un’opportunità per fare le differenza e dare una sterzata decisa dopo le ultime deludenti stagioni.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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