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La Cremo, il sogno & il grande incubo
La Cremo, il sogno & il grande incubo

Dai sogni estivi al grande incubo del gol di Simy che fa sprofondare la Cremo: la zona salvezza è sempre più lontana

Manco a farlo apposta, ne parlavamo qualche giorno fa: in questo momento state certi che se qualcosa può andare male, lo farà. La Cremo di Crotone, soprattutto quella del secondo tempo, non demeriterebbe nemmeno. Anzi, quando Curado si fa male e i padroni di casa restano in 10 i grigiorossi rischiano quasi il colpaccio. Poi arriva puntuale il gol di Simy, secondo il solito copione: all’ennesima occasione di testa il bomber del Crotone condanna la Cremo.

Turnover. Ai grigiorossi stavolta non riesce l’approccio sprint delle ultime uscite. Un po’ per il cambio di qualche interprete, un po’ perché il Crotone deve riscattare due sconfitte di fila, sono i padroni di casa a partire a mille. Fin dall’inizio le scelte di Rastelli non sembrano azzeccate: la Cremo non ha qualità in mezzo al campo e con un Piccolo in giornata-no non riesce a ripartire. Il binario sulla sinistra non funziona: i dialoghi Valzania-Palombi sono più confusionari di un’esibizione di Morgan.

Non è una partita per Zortea. La Cremo soffre soprattutto sul binario di destra, dove Zortea è in grande difficoltà contro uno sgusciante Molina. Anche quando i cross partono dalla fascia opposta lui arriva sempre in ritardo sulla diagonale. In una partita in cui era prevedibile immaginare uno spartito simile forse sarebbe stato il caso di schierare un terzino meno offensivo (Crescenzi o Bianchetti). La scelta non ha pagato nemmeno in fase offensiva perché Zortea, intimorito dalla presenza dell’esterno del Crotone, non ha mai superato la metà campo.

Senza esperienza. Altra scelta discutibile, la rinuncia a Claiton. Con Terranova squalificato Rastelli (a sua volta squalificato, in panchina c’era il vice Rossi) ha optato per la coppia Bianchetti-Ravanelli. I due si sono disimpegnati bene e sono stati tra i migliori. La capacità del brasiliano sulle palle alte però sarebbe tornata utile in una gara in cui i grigiorossi sono stati bombardati di cross. Si è perso il conto delle occasioni aeree dei crotonesi che proprio di testa hanno infine sbloccato il match. L’errore di posizione (Simy sbuca in mezzo a Bianchetti e Zortea) denota anche la mancanza di esperienza e di un uomo forte in mezzo alla difesa: schierare un ’99 e un ’97 in trasferta contro il secondo miglior attacco del torneo forse non è stata una buona idea.

Cogliere l’attimo. Eppure, come dicevamo nell’incipit, la Cremo ha avuto il suo momento: a metà secondo tempo i crotonesi si sono disuniti e i grigiorossi, galvanizzati dall’ingresso di un buon Parigini, hanno avuto una paio di occasioni in serie. La mancanza di precisione in questi casi fa la differenza, così i tiri di Valzania e Palombi non hanno fatto altro che aumentare i rimpianti. In questo momento della stagione diventa fondamentale saper leggere determinate situazioni e riuscire a lasciar sfogare l’avversario per poi azzannarlo mentre rifiata.

La donna Cremo, il sogno e il grande incubo. Nell’estate di 25 anni fa, mentre gli 883 uscivano con un album che avrebbe caratterizzato l’adolescenza di molti ragazzi della mia generazione, la Cremo affrontava l’ultimo campionato di Serie A della sua storia, al termine del quale sarebbe retrocessa in B. Oggi, dopo un quarto di secolo volato in attimo, i grigiorossi sembrano passati dal sogno estivo della promozione al grande incubo della retrocessione. Ma l’incubo, per definizione, è solo un brutto sogno. Per fare in modo che non si avveri ci sono ancora ben 16 giornate. La Cremo ha la fortuna di tornare subito in campo, martedì nel recupero di La Spezia. Serve tornare ad avere fiducia nei giocatori di più esperienza, che devono caricarsi gli altri sulle spalle per uscire dal momento con la personalità. E serve imparare dalle sconfitte: tornare da Crotone senza apprendere dagli errori commessi sarebbe la sconfitta più grande.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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