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Cremo, sognare è lecito
Cremo, sognare è lecito

La vittoria contro il Pordenone archivia il discorso salvezza per la Cremo. Ora si può sognare una rincorsa ai playoff, ragionando partita dopo partita

Avanti su, non nascondetevi. Si faccia avanti chi di voi non è andato a controllare la classifica della Cremo subito dopo la vittoria di ieri contro il Pordenone, sbirciando magari anche i prossimi impegni. La striscia di risultati utili consecutivi (quattro vittorie e un pareggio nelle ultime cinque partite, la migliore in Serie B insieme a quella dell’Empoli) ha issato la Cremo al decimo posto in classifica. In tutta la stagione i grigiorossi non erano mai stati nella parte sinistra della graduatoria.

LE SCELTE – Una buona fetta di questi successi va attribuita alle scelte di Pecchia: mai scontate, spesso discutibili, sempre vincenti. Contro il Pordenone il mister limita il turnover e sceglie ancora Strizzolo come terminale offensivo. Tocca a Buonaiuto rimpiazzare Gustafson, con Valzania che scala mezzala (spoiler: non per molto) mentre dietro Fiordaliso trova la conferma sulla destra. Sulla sinistra c’è il rientrante Valeri, in mezzo rifiata Terranova, non ancora al massimo, gioca quindi Ravanelli in coppia con Bianchetti.

STESSO IMPATTO – Entrambe le squadre approcciano il match con l’idea di sbloccarlo subito. Il ritmo è forsennato e i capovolgimenti di fronte sono repentini, robe da Torneo dei Broc di Casalbuttano. Gaetano sfiora il gol con un tiro deviato in corner, poi segna ma è in fuorigioco (netto, giusto annullare). Il Pordenone non ci sta, Ciurria scappa a una difesa grigiorossa un po’ distratta e serve a Zammarini la palla del vantaggio dei ramarri. Tante emozioni, la Cremo è sotto e deve inseguire ma sono passati solo cinque minuti.

CAMBIO MODULO – Il gol dà fiducia al Pordenone, squadra che in un paio di mesi è passata dal sogno della Serie A all’incubo dei playout, esonerando pure l’ex mister grigiorosso Attilio Tesser. Gli uomini di Domizzi impostano un ritmo alto, creano una gran densità di giocatori nei pressi del pallone e non lasciano respiro ai grigiorossi, sempre in ritardo sulle seconde palle e poco precisi al momento di ripartire. Poco prima del 20’ Pecchia ribalta la squadra passando al 4-2-3-1: Gaetano fa il trequartista, Valzania va a destra. Qualcosa si muove. La pressione grigiorossa inizia a funzionare, aumenta il numero dei palloni recuperati sulla trequarti. Il Pordenone però fa paura, Bianchetti e Ravanelli vanno in difficoltà sui lanci lunghi a scavalcare la difesa.

LA GIOCATATM Per recuperare la partita serve un episodio. È in questi momenti che i Giocatori (con la maiuscola) fanno la differenza. Fino a quel momento la partita di Valeri era stata da 5.5, per stare abbondanti. Qualche pallone sbagliato in difesa, un giallo preso per troppa foga che gli farà saltare l’Empoli. Al 35’ il terzino decide che la Cremo deve pareggiarla e si mette in proprio: recupera palla al limite dell’area, si lancia senza paura e dopo aver saltato un avversario va a segnare la sua seconda rete in grigiorosso. La bilancia ora pende dalla parte della Cremo che cavalca l’onda dell’entusiasmo e sfiora il gol a più riprese prima dell’intervallo affidandosi all’estro e alle giocate di Gaetano e Buonaiuto.

RAMARRI MAI DOMI(ZZI) – Nel secondo tempo Pecchia riparte con Terranova per Ravanelli e – soprattutto – Baez per Valzania. Proprio grazie a una giocata dell’uruguaiano la Cremo va in vantaggio: il solito cross al bacio dalla destra trova l’incornata di Strizzolo per il più classico dei gol dell’ex (e sono 7 quelli segnati in campionato, uno ogni 153 minuti: mica male per uno che dicono non veda la porta). I grigiorossi sfiorano a più riprese la terza rete prima di una sofferenza prevedibile e nemmeno troppo intensa nel finale. I brividi arrivano – come al solito – dalle palle ferme: da un corner nasce un batti e ribatti che fa trattenere il fiato per 30 secondi buoni, poi nell’ultima azione della partita Musiolik spreca il pareggio sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti.

ALLA RICERCA DELLA LODE – Nel post partita mister Pecchia ha ribadito come questa squadra abbia già dimostrato di aver raggiungo la maturità. Tredici punti, otto gol fatti e uno solo subito nelle ultime cinque giornate sono il segnale di una squadra solida, che ha trovato le certezze e sa interpretare le partite. Questi risultati sono arrivati contro dirette concorrenti per la salvezza e hanno permesso alla squadra di uscire dalla lotta per i playout, garantendosi un tranquillo finale di stagione. A questo punto è lecito sognare un piazzamento nei playoff, ma senza piani o programmi e proseguendo nel percorso di crescita. Un percorso che ha visto spesso la squadra di Pecchia fermarsi contro chi stava sopra in classifica. Se la maturità è raggiunta, ora serve la lode. I grigiorossi non hanno mai vinto con le prime otto: in cinque partite della nuova gestione sono arrivate tre sconfitte (Venezia, Lecce, Salernitana) e due pareggi (SPAL, Cittadella). Per alimentare il sogno serve andare oltre i propri limite e battere chi finora ha perso una sola partita in tutto il campionato. L’Empoli è avvisato, questa Cremo vuole sognare.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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