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Cremo, profilo basso per una Serie B stile Premier
Cremo, profilo basso per una Serie B stile Premier

La prossima Serie B vedrà molte squadre fronteggiarsi per la Serie A. Che ruolo avrà, in tutto questo, la Cremonese?

“Ma cos’è diventata la Serie B, una giungla c***o”. Rielaborando l’oramai nota citazione di Alberto Malesani, diventata famosa anche grazie ai social, possiamo affermare che la Serie B 2020 – 2021 sarà un qualcosa senza precedenti. Quantomeno per il numero di squadre che, ai nastri di partenza, punteranno a ottenere la promozione in Serie A. Un po’ come in Premier League, dove ci sono 6 o 7 squadre che puntano a dire la loro nelle parti nobili della classifica.

LE RETROCESSE – Dalla massima serie sono scese Spal, Lecce e Brescia, e tutte hanno già dichiarato di voler ritornare in Serie A. Soprattutto gli estensi che hanno preso un paracadute di 25 milioni di euro, contro i 10 delle altre due. Soldi che, assieme a quelli derivanti dalle cessioni, serviranno per ritoccare una squadra che punterà tutto sulla voglia di rivalsa di Paloschi e Di Francesco.

LE NEOPROMOSSE – Novità di quest’anno, ben due squadre su quattro arrivate dalla Serie C hanno mire espansionistiche. E poi perché i play-off sono stati vinti dalla Reggiana e non dal Bari di De Lauentiis, altrimenti sarebbero state tre. Non ce ne vogliano gli amici di Vicenza e Reggio Emilia, ma Reggina e soprattutto il Monza di Berlusconi sono partiti sicuramente con un’altra marcia. I brianzoli puntano non a vincere, bensì a uccidere il campionato e il mercato può portare altre sorprese. Quanto ai calabresi, Menez e Crisetig sono nomi importanti per la categoria e indicativi del campionato che hanno in mente di fare. Non a caso per la porta l’obiettivo (poi sfumato) era Viviano, mentre per l’attacco si parla ancora del grigiorosso Ceravolo.

LE RIMASTE – E infine, non dimentichiamoci di queste. Frosinone, Empoli, Chievo Verona, Salernitana e Pescara sono tutte squadre che, chi più chi meno, dodici mesi fa si sono approcciate al campionato con intenzioni importanti. Salvo poi dover fare i conti con evidenti errori di valutazione in sede di mercato. Idem il Perugia, addirittura retrocesso. Qualcuna ci riproverà con rinnovato entusiasmo, qualcuna magari si relegherà a ruolo di possibile outsider. Resta il fatto che tra queste in poche si accontenteranno della salvezza.

In quest’ultimo paragrafo non abbiamo citato volutamente la Cremonese, sebbene ci sarebbe entrata di diritto. E i motivi sono presto detti: in primo luogo perché riguarda le vicende di casa nostra, e quindi merita un approfondimento a parte; secondo, non sappiamo quali siano i reali obiettivi della società. Certo, le intenzioni sono quelle di stare in alto. Ma dopo tre anni in cui la dirigenza ha fatto investimenti importanti, per poi vedere la squadra salvarsi spesso per il rotto della cuffia, potrebbe anche esserci una sorta di ridimensionamento. Non a caso, si punta alla conferma quasi totale del blocco della passata stagione (prestiti compresi, pure quelli di rientro), con l’aggiunta di qualche ritocco che, però, è chiamato a fare la differenza onde evitare altri finali al cardiopalma. Stare in alto per puntare alla Serie A è un conto, starci per dare fastidio e allontanare gli spettri delle retrocessione è un altro. Già il non avere pressioni e aspettative sarebbe un grosso passo in avanti.

Nicolò Casali
Nicolò Casali

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