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Cremo, ora tocca ai giocatori
Cremo, ora tocca ai giocatori

La scossa adrenalinica che Bisoli ha trasmesso alla Cremo si sta affievolendo: ora la svolta deve venire dai giocatori

Si scriveva solo qualche giorno fa che Bisoli era l’uomo giusto al posto giusto. E non sarà una partita storta – seppur molto storta – a farmi cambiare idea. Forse questa Cremo neppure si meritava un allenatore come Bisoli, ovvero un tecnico che per almeno tre partite è riuscito ad accentrare l’attenzione, sviandola dai problemi intrinseci di una squadra creata per la promozione e che invece vede sempre più vicino lo spettro della retrocessione.

Scossa? Non è un caso che la scarica di adrenalina sia chiamata “scossa”, termine che indica un grande rilascio di energia in uno spazio di tempo contenuto. Non si poteva pretendere dal mister che trovasse il modo di stimolare all’infinito un gruppo che non è nato per lottare punto su punto per la salvezza. Ieri sera allo Zini la squadra di Bisoli sembrava il Cosenza: aggressiva, cattiva, sempre in raddoppio sull’uomo, sempre prima sulle seconde palle. Il risultato è stato figlio del diverso approccio alla gara, della diversa voglia messa in campo dalle due squadre.

No ali no party. Come contro il Benevento anche contro il Cosenza Bisoli ha commesso qualche errore. Il modulo che tanto bene aveva fatto contro Frosinone e Ascoli pare essere ali-dipendente: senza Piccolo, Palombi e Parigini sono costretti agli straordinari e se non girano loro non gira la squadra. I due hanno giocato una partita di pochi strappi e poche rincorse: già a metà primo tempo, con il risultato ancora sullo 0-0, in fase difensiva i due giocavano in linea con Ciofani. Nessuna squadra può permettersi tre giocatori oltre la linea del pallone. Nemmeno il Barcellona, figurarsi la Cremo. La situazione è apparsa ancora più appariscente se confrontata all’applicazione degli esterni del Cosenza, che si sono fatti i chilometri su e giù per il campo.

Palombi cremo cosenza

Errori difensivi. Quello su cui Bisoli può fare poco invece sono gli errori dei singoli. E contro il Cosenza se ne sono visti tantissimi, in entrambe le fasi. I gol sono nati da errori di posizionamento chiari: sulla rete di Rivière è Terranova a sbagliare. Il centrale prima si attarda a salire, tenendo in gioco il francese, poi non riesce a recuperare il taglio spianando la strada al vantaggio. Sul gol di Baez invece sono due gli errori: quello di Bianchetti, che si perde l’attaccante, e quello di Ravaglia che devia il colpo di testa sul palo e poi in rete. Non si possono commettere così tante disattenzioni in una singola partita.

Errori offensivi. Non che nella metà campo avversaria sia andata meglio. I grigiorossi hanno avuto almeno 4-5 nitide occasioni per segnare. Il dato su cui porre l’attenzione in questa statistica non è tanto la mancata segnatura quando il fatto che i grigiorossi non siano nemmeno riusciti a inquadrare lo specchio della porta avversaria. Valzania e Parigini nel primo tempo, Ciofani e Gaetano nel secondo hanno sempre calciato fuori da ottima posizione. L’unica parata del portiere ospite resta quella sul rigore di Ciofani: fino a quel momento – come nel finale di partita – Perina è rimasto inoperoso.

parigini cremo cosenza

Responsabilizzare i giocatori. I giocatori devono quindi assumersi le proprie responsabilità. Non è colpa dell’allenatore – l’ennesimo – se i risultati non arrivano, se gli errori continuano a ripetersi, se la palla non entra. Bisoli per tre partite ha nascosto i problemi che la squadra si porta dietro da settembre ma ora non ci sono più alibi: i giocatori devono prendersi le proprie responsabilità, sta a loro risollevare la stagione, facendo sacrifici dentro e fuori dal campo. Una retrocessione sarebbe inaccettabile: Cremona non se lo meriterebbe.

Ripartire. Lunedì si torna nuovamente in campo contro la Salernitana. Non bisogna abbattersi e serve tornare a fare punti, fin dalla trasferta in terra campana. Bisoli può ripartire da un buon Gaetano, che da trequartista ha fatto vedere cose importanti e ha mandato i compagni al tiro con facilità. Soprattutto dovrà ripartire dalla profondità della rosa, che dovrebbe essere un punto di forza per questa Cremo e che invece il mister non ha ancora sfruttato. Nonostante tre gare in dieci giorni sono solo 14 i giocatori scesi in campo dall’inizio: l’Ascoli (l’unica altra squadra ad aver fatto tre partite) pur con una rosa tecnicamente e numericamente inferiore ne ha schierati 17, il Livorno, ultima in classifica, in due gare ne ha schierati 15. Ora più che mai Bisoli deve spremere ogni goccia di energia da tutti i giocatori in rosa.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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