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Com’era il mondo quando la Cremo era in Serie A?
Com’era il mondo quando la Cremo era in Serie A?

La Cremo ritrova la Serie A dopo ben 26 anni. Ma come se la passavano i terrestri più di un quarto di secolo fa?

Per chi come il sottoscritto è nato più o meno a metà degli anni ’80, la Cremo in Serie A rappresenta un ricordo sbiadito. Ha il sapore delle ginocchia sbucciate all’oratorio e dei ghiaccioli azzurri (ovviamente quando arrivavi al bar erano rimasti solo quelli). L’ultima partita nel massimo campionato dei grigiorossi è datata 12 maggio 1996: a San Siro andò in scena una delle più pesanti sconfitte della storia cremonese, un 7-1 contro il Milan, già campione d’Italia. Ma ve lo ricordate com’era il mondo 26 anni fa?


IL VECCHIO CONIO
Scontato ma inevitabile: quando la Cremo giocava in Serie A i ghiaccioli costavano ancora 500 Lire (sì, anche quelli azzurri). L’Euro sembrava fantascienza e ci sentivamo tutti un po’ più ricchi, visto che gli stipendi (dei genitori) arrivavano in milioni e i giocatori venivano acquistati in miliardi. La moneta unica sarebbe entrata in vigore solo nel 1999 (per i pagamenti elettronici) mentre le prime banconote sarebbero apparse ben sei anni dopo, nel 2002.

ARRIVANO I POKÉMON
Il 1996 non è solo l’ultimo anno della Cremo in Serie A, ma anche l’inizio di un fenomeno d’intrattenimento che sarebbe diventato globale. Videogiochi, serie tv, anime e giochi da tavolo: i Pokemon debuttavano proprio 26 anni fa. In pochi avrebbero immaginato il successo planetario dei piccoli mostriciattoli che ancora oggi imperversano nelle città con il gioco da smartphone Pokémon Go. Per non parlare dell’impennata dei prezzi delle carte, che a partire dal lockdown hanno visto una crescita esponenziale (altro che il gasolio).

RISATE E AMORE (…)
In tv il 1996 è un anno di grandi novità. A settembre, mentre la Cremo si appresta a ricominciare in Serie B dopo la retrocessione di qualche mese prima, fanno il debutto sul piccolo schermo diversi programmi iconici, alcuni tuttora in onda. Paperissima Sprint, Zelig e niente di meno che (rullo di tamburi) Uomini E Donne! Insomma, l’inizio della fine. Per fortuna non era ancora arrivato il Grande Fratello.

BOOKING
Se non avete ancora prenotato una vacanza è il momento di farlo. Ammettetelo, la prima cosa che farete è cercare su Booking il costo di una stanza o di un appartamento nella meta preferita. Sappiate che il colosso olandese nacque proprio nel 1996. Mentre la Cremo giocava le sue ultime partite in Serie A, in qualche garage di Amsterdam Geert-Jan Bruinsma progettava l’agenzia di viaggi online che avrebbe rivoluzionato il modo di pianificare le ferie.

MACARENA
L’estate del 1996 non è ricordata nei libri di storia solo per la retrocessione della Cremo. È anche l’anno in cui esplode la mania della Macarena, la canzone dei Los del Rio che per almeno un decennio disturberà i sonnellini pomeridiani dei padri di famiglia in vacanza nei villaggi turistici. La canzone – con balletto annesso – è del 1993, ma esplode solo nell’estate ’96, dopo la pubblicazione come singolo nell’anno precedente.

LA VITA È BELLA
Dalla musica al grande schermo, il biennio ’95-’96 vede arrivare al cinema veri e propri capolavori. Mentre Mel Gibson con Braveheart fa incetta di Oscar, debutta Trainspotting. A novembre iniziano poi le riprese di La vita è bella di Benigni che avrebbe fatto conoscere a Hollywood il comico toscano (che alla cerimonia degli Oscar del 1999 regalò scene memorabili, tipo queste qua).

TRE PUNTI A VITTORIA
Per tornare al mondo del calcio, dovete ricordare che in un’epoca non tanto lontana (ma neanche così vicina) i punti a vittoria erano solo due. Quello del 1996 era solo il secondo campionato in cui si applicavano i tre punti a vittoria. Ciò vuol dire che nella prima delle tre stagioni fatte in A dalla Cremo si utilizzava ancora la vecchia regola. Che sarebbe stata apprezzata dall’ex mister Bisoli, il quale ai pareggi ci teneva parecchio.

18 SQUADRE E 4 RETROCESSIONI
Molti opinionisti e giornalisti propongono spesso un ritorno al campionato a 18 squadre per aumentare il livello di competitività. Nel 1996 era proprio così, visto che le 20 squadre sarebbero state introdotte diversi anni dopo, a partire dal campionato 2004-2005. Nello stesso anno debuttarono le tre retrocessioni. Ebbene sì, quando la Cremo giocava in Serie A non solo partecipavano due squadre in meno, ma ne retrocedeva anche una in più.

NELLE BRAGHE DEL VESCOVO
Fa male pensarci, ma una buona percentuale della rosa attuale non era ancora nata l’ultima volta che la Cremo era in Serie A. Senza scendere troppo nei dettagli, basti pensare che tra gli undici titolari di Como solo Bianchetti, Strizzolo e Di Carmine a quei tempi erano capaci di camminare. Valzania era alle prime poppate, mentre gli altri dovevano ancora nascere (il primo sarebbe stato Sernicola, il cui progetto era già in cantiere).

PECCHIA SBAGLIA GOL… CONTRO LA CREMO
E il mister? Lui sì era già nato e giocava in Serie A, nel Napoli. Costretto a saltare per infortunio la gara d’andata (terminata 0-0) è stato protagonista della gara allo Zini. L’1-1 finale non rende giustizia alle molteplici occasioni da rete, da ambo le parti. Due di queste capitate proprio sui piedi di Pecchia, che in entrambi i casi si fa ipnotizzare da Turci, fenomenale in uscita.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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