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Cremo gelata a Reggio
Cremo gelata a Reggio

La Cremo incappa nella seconda sconfitta consecutiva contro la Reggina dell’ex Baroni: l’emergenza non può essere una scusa

Non è una mera questione di temperatura: ieri pomeriggio a Reggio Calabria si viaggiava ben oltre i 13°, un clima ideale per il giuoco del calcio. Eppure la Cremo resta gelata in quello che si può definire uno dei derby del torrone. Un derby “sporco”, perché a Reggio il torrone lo fanno gelato. Un po’ come i giocatori grigiorossi delle ultime partite.

SOS – Bisoli scende in Calabria con gli uomini contati: sono solo 13 i giocatori “sani”. In panchina, oltre a Celar e Gaetano, ci sono Strizzolo e Ravanelli, reduci dai rispettivi infortuni e non al meglio. Gli altri sono portieri o giovani di buona prospettiva come Bia, Bernasconi e Schirone. Ragazzi che meriterebbero di essere inseriti in un contesto funzionale e che li faccia rendere al meglio, non in una squadra in cui non siamo sicuri che tutti sappiano cosa devono fare. Nel nuovo 4-2-3-1 (modulo finora utilizzato solo a gara in corso) gioca Ghisolfi alle spalle di Ciofani con ai lati due ali atipiche come Pinato e Nardi.

IL PIANO NON VA – Il mister non cambia il piano di gioco delle ultime uscite. Convinto della bontà del proprio lavoro dal punto di vista fisico punta a un primo tempo di contenimento in cui l’obiettivo è non subire gol per poi colpire nella ripresa. Il problema è che – come contro il Monza – il gol capita di subirlo. Le circostanze delle reti subite portano sempre alibi: una spallata persa da Terranova, una punizione non irresistibile dai 40 metri. Ma gli alibi non hanno senso di esistere e gli episodi (come li chiama Bisoli) non capitano per caso. Le occasioni concesse – che sia un lancio dalle retrovie o un calcio da fermo – sono tutte frutto di un atteggiamento rinunciatario che porta l’avversario nella metà campo grigiorossa, dove un’occasione può sempre capitare.

RIPRESA SPRINT… O NO? – Che poi la Cremo esca nei secondi tempi non è detto che sia solo una questione fisica. È fisiologico che se una squadra – come hanno fatto Monza e Reggina – spinge molto nella prima frazione poi deve calare; come è normale che i grigiorossi dopo un primo tempo al risparmio abbiano più benzina nei secondi 45 minuti. Va ricordato inoltre che solitamente chi fa la partita è la squadra che deve recuperare il risultato. Quello che conta alla fine sono i numeri. La Cremo non è riuscita a rimontare la squadra che in campionato ha perso più punti di tutti in situazioni di vantaggio: i grigiorossi quando vanno sotto raramente riescono a recuperare il risultato. Perché quindi non cercare di partire forte per una volta, provando a segnare subito? Il gioco del calcio è il gol, si cerca di fare gol, si vive per il gol. Quando la palla entra in rete si esulta, ci si abbraccia e si trovano energie che gli aggeggini tecnologici non sanno calcolare.

E GLI INFORTUNI… – Se i grigiorossi sono in emergenza è anche dovuto agli infortuni. Bisoli si è sempre vantato del buon lavoro fisico fatto da lui e dal suo staff con la squadra. Dopo diversi infortuni di natura traumatica tuttavia ultimamente ne stanno arrivando un po’ troppi di natura muscolare: dopo Deli, Buonaiuto e Fornasier ecco anche il problema di Fiordaliso, costretto a lasciare il campo prima della fine del primo tempo. Un trend decisamente preoccupante su cui sicuramente influiscono il clima e un dicembre fitto di partite, e che tuttavia deve essere preso in considerazione dal mister. Questo è un anno diverso da tutti gli altri, si è giocato fino a tarda estate e si è ricominciato a settembre per poi alternare lunghe pause a periodi in cui si gioca ogni tre giorni. I metodi di allenamento classici vanno necessariamente rivisti e adattati, non esistono certezze.

ULTIMA CHIAMATA? – Se le due vittorie avevano messo un chiodo alla panchina traballante di Bisoli, le due sconfitte hanno tolto le sicurezze acquisite. La gara contro il Chievo di lunedì prossimo – l’ultima prima della sosta – può diventare decisiva per il destino del mister che dovrà affrontare l’ennesima emergenza. Ai rientri dalle squalifiche di Terranova e Castagnetti si opporranno le assenze di Fiordaliso e Strizzolo. Servirà una grande prova corale per raccogliere gli ultimi punti disponibili prima dell’agognato mercato di gennaio che dovrà portare una mini-rivoluzione. Perché un eventuale cambio in panchina potrà anche dare una scossa ma non può essere garanzia di un cambio di marcia: urgono innesti di qualità, in tutti i ruoli.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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