Cremo, c’est la loi du marché
Cremo, c’est la loi du marché

La partita contro il Pescara ha dimostrato ancora una volta che alla Cremo mancano solo un paio di innesti per fare il definitivo salto di qualità

Ci sarà un motivo se il sogno di ogni bambino è fare l’attaccante. Il motivo è pure abbastanza semplice e intuitivo: l’attaccante è quello che segna di più, e l’obiettivo del gioco del calcio è fare gol, o quantomeno farne uno in più dell’avversario.

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Vorrei ma non posso. Contro il Pescara la Cremo ha sfornato una delle migliori prestazioni della stagione, di sicuro la migliore in trasferta insieme a quella di Palermo, lontana ormai un girone intero. Eppure, nonostante un dominio quasi incontrastato sul piano del gioco prodotto, il tabellino è rimasto inchiodato sullo 0-0. Non sono bastate diciassette conclusioni, non sono bastati undici corner, la Cremo, ancora una volta, non è riuscita a segnare: in sei gare su diciannove (praticamente una su tre) i grigiorossi non hanno fatto gol.

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4-4-fantasia. Rastelli ha scelto il modulo delle ultime uscite, lanciando dal primo minuto il neoacquisto Soddimo, a suo agio sulla fascia sinistra. Il problema, come al solito, è stato davanti: Montalto anche stavolta si è accomodato in panchina per far spazio al duo fantasia Strefezza-Piccolo. Al brasiliano è toccato il ruolo di prima punta atipica ed ha mostrato tutte le difficoltà del caso: quando aveva giocato alle spalle di Paulinho aveva spazi e l’opportunità di ricevere palla sulla trequarti, contro il Pescara invece è stato costretto a giocare da riferimento offensivo, vedendo ridursi drasticamente il numero di palloni giocabili. Lo stesso Piccolo non ha beneficiato come al solito del lavoro della punta, dato che è impossibile chiedere a Strefezza il lavoro che farebbe Ceravolo Montalto.

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Centrocampo in difficoltà. La Cremo ha interpretato benissimo l’approccio alla gara, attaccando alto il Pescara e inducendo gli abruzzesi a forzare la giocata in fase di impostazione. Il 4-4-2 ha funzionato fino a un certo punto perché se Arini ha dato il solito contributo sul piano della corsa, Emmers si è dimostrato ancora acerbo per giocare in un centrocampo a due. Nel primo tempo il giocatore dell’Inter ha sofferto moltissimo sul piano fisico e dell’esperienza, perdendo diversi palloni in zone del campo pericolose. Se questo è il modulo sul quale intende puntare il mister il mercato non potrà limitarsi all’acquisto di una punta.

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E Montalto? Torniamo all’attaccante ex Ternana, arrivato in estate come il colpo che doveva risolvere il problema del gol. Possibile che a quasi un mese dal rientro tra i convocati (Santo Stefano, derby contro il Brescia) non abbia ancora la condizione per partire dall’inizio, o per giocare almeno mezz’ora? Risulta inconcepibile come Rastelli voglia rinunciare alle sue qualità, considerando che con la partenza di Brighenti e l’infortunio di Paulinho risulta l’unico attaccante in rosa con determinate caratteristiche, l’unico in grado di giocare spalle alla porta e reggere l’urto con i difensori avversari.

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Primo punto. Eppure stiamo parlando di un significativo passo in avanti nel campionato della Cremo. Il primo punto in trasferta di Rastelli arriva in uno degli stadi più complicati, in casa di quella che al giro di boa era la seconda forza del campionato. Ma è proprio questo il punto del ragionamento: non è possibile mettere sotto la seconda in classifica nel suo stadio ed essere a soli sei punti dai playout. La difesa ha dimostrato ancora una volta di essere la migliore del campionato (Del Grosso, titolare nel Pescara, in grigiorosso sarebbe la riserva di Renzetti). Con un attaccante di livello, l’undici titolare della Cremo potrebbe benissimo ambire ai primi quattro posti.

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Le legge del mercato. Il mercato invernale non è mai facile: tutti sanno cosa ti serve, il tempo è poco e i giocatori vanno spesso pagati sovrapprezzo. Se le scelte estive però sono state sbagliate (o sfortunate, come nel caso di Montalto) c’è poco da fare. Le parole del direttore generale Armenia sono assolutamente condivisibili, talvolta però bisogna fare un ultimo sforzo e cedere alla richieste consapevoli che è semplicemente la dura legge del mercato. Sarebbe un vero peccato restare con il rimpianto di cosa avrebbe potuto fare la miglior rosa della Cremo degli ultimi dieci anni con un paio di innesti mirati e un attaccante in grado di far fare alla squadra il definitivo salto di qualità.

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Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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