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Cremo, avanti così: step by step
Cremo, avanti così: step by step

Ad Ascoli arriva un altro pareggio, il quarto in sei gare: imbattibilità mantenuta, prosegue il processo di crescita della Cremo

Per la prima volta in campionato la Cremo non segna: l’attacco grigiorosso si ferma ad Ascoli, campo difficile (come dirà Mogos nel post-partita) e ancora imbattuto in stagione. I grigiorossi restano l’unica squadra imbattuta tra quelle che non hanno ancora riposato: l’altra (il Pescara) ha giocato una gara in meno.

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Terzo posto. Con il punto di Ascoli la Cremo si aggrappa al terzo posto, condiviso con Benevento (sconfitto in casa dal Foggia per 1-3) e Cittadella (fermato sull’1-1 dal Lecce). Difficile vedere il risultato come negativo, soprattutto alla luce della classifica che sorride sempre di più. Dieci punti dopo sei giornate sono un ottimo bottino, considerando che Mandorlini non dovrebbe ripetere l’errore di Tesser e con la rosa lunga che si ritrova la stagione dovrebbe essere più regolare rispetto all’anno scorso.

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Difesa registrata. Se davanti si fa ancora fatica a segnare (nonostante la seconda gara da titolare per Paulinho) dietro non si subisce gol. Dopo le tre reti incassate nelle prime due giornate, Mandorlini ha registrato la difesa che nelle ultime quattro giornate ha concesso un solo gol (quello di Clemenza a Padova). Radunovic non convince ancora a pieno ma ad Ascoli ha fatto passi in avanti; la coppia Terranova-Claiton sembra sempre più affiatata, Mogos è una sicurezza mentre Renzetti sta sostituendo alla grande Migliore.

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Emmers ok. Più si avanza verso l’attacco, più emergono i problemi. A centrocampo ci sono quelli minori, perché anche contro l’Ascoli si sono viste cose interessanti. Emmers ha confermato di essere un acquisto azzeccato, non solo per le prestazioni. Nonostante il fisico gracile, al primo anno tra i “grandi” e in un campionato di lotta come la B si sta facendo rispettare, giocando con grinta insolita per un diciannovenne che viene dal settore giovanile di una grande squadra. Niente puzza sotto il naso o atteggiamenti da prima donna (qualcuno ha detto Scamacca?) ma grande disponibilità al servizio della squadra.

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Castagnetti&Arini. L’usato assicurato. Arini ha commesso qualche fallo di troppo nel primo tempo ma poi si è registrato, giocando una seconda frazione molto intelligente. Castagnetti invece per la prima volta si è calato al centro del gioco. I centrali si affidavano sempre a lui per ripartire, che ha le qualità per avviare con precisione l’azione. C’è da dire che molti dei suoi passaggi sono stati in orizzontale, sono mancati i suoi lanci in verticale e i cambi di gioco per gli esterni. Una scelta forzata dalla presenza di un avversario tosto come l’Ascoli in fase difensiva ma anche dalle scelte di Mandorlini: è impensabile lanciare Perrulli nello spazio come si fa con Carretta, al numero 20 va giocata la palla nei piedi.

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Attacco, così così. E veniamo a quello che ha funzionato meno, ovvero il reparto avanzato. Contro l’Ascoli non solo non si è segnato, ma si è fatta molta fatica a costruire azioni pericolose e a concludere in porta. Perrulli a sinistra non era nella sua migliore giornata: non è mai riuscito a saltare l’uomo e a mettere in mezzo palloni pericolosi, se non un cross sul secondo palo un paio di minuti prima di essere sostituito. Dall’altra parte Castrovilli ha fatto fatica a restare nella partita per 90’. Ha vissuto di fiammate ma non si è mai tirato indietro, come quando al 94’ ha salvato un contropiede deviando in corner.

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Paulinho. Anche il brasiliano ieri ha fatto fatica. Normale dopo la lunga lontananza. Braccato dai difensori di casa ha fatto fatica a trovare gli spazi per concludere a rete, tanto che è riuscito a tirare solo un paio di volte non centrando mai lo specchio. Il lavoro per la squadra però è encomiabile: se ha due metri, Paulo fa sempre la scelta giusta. Ha mandato in porta prima Castrovilli, poi Boultam appena entrato per l’occasione più grande del match.

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Step by step. Insomma, questa Cremo sta crescendo, sia nei singoli sia come squadra. Merito della società e del mister, che ha provato a vincerla in ogni modo. Certo, le sostituzione sono state un po’ tardive e forse qualche giocatore (Croce?) avrebbe potuto far saltare il banco. Però è la mentalità che conta e anche quella sta cambiando: qualche settimana fa Mandorlini inseriva Kresic come ultimo cambio, contro l’Ascoli ha terminato con Castrovilli, Strefezza, Boultam, Carretta e Paulinho tutti in campo. Il segnale più evidente che la squadra sta crescendo e non ci si deve più accontentare, nemmeno di un pareggio in trasferta.

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Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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