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Cremo ai playout, altra sconfitta senza attenuanti
Cremo ai playout, altra sconfitta senza attenuanti

Ennesima prova incolore della Cremo, ora ufficialmente in zona retrocessione. E nessuno riesce a trovare una soluzione a questa crisi

Ci risiamo. In un freddo pomeriggio di dicembre, quando siamo giunti ad un passo dal giro di boa, si rivede sempre la solita Cremonese in formato trasferta, senza gioco, senza idee e senza mordente. Al Bentegodi non riesce l’impresa della Coppa Italia di agosto, il Chievo passa meritatamente 1-0, benché il gol decisivo sia arrivato grazie ad una super giocata di Di Noia. E la Cremo entra ufficialmente in zona playout, meritata sicuramente per quanto visto in questa prima metà di stagione (non si tratta più di primo scorcio), nonostante la società abbia più volte ribadito che l’obiettivo sarebbe stato raggiungere la promozione diretta in Serie A.

NON VA, NON VA! – Le sconfitte, come anche ribadito dai tifosi reiterate volte, possono anche succedere in una stagione, e ci mancherebbe, ma conta il modo in cui esse incombono. Anche a Verona, così come a Cosenza, Benevento, Pisa e in casa con Entella e Cittadella, sono arrivate sì per merito degli avversari ma soprattutto per una prestazione non all’altezza della Cremonese, squadra costruita per imporre il proprio gioco e non per subirlo, per fare in modo che i dirimpettai trovassero difficoltà ad affrontare i grigiorossi, e non il contrario. Anche i pareggi tumultuosi con Trapani e Livorno rientrano in questo discorso. Come vedete, citiamo tutte le partite senza l’esigenza di distinguere fra la gestione Rastelli e quella Baroni, perché i problemi sono rimasti esattamente gli stessi.

QUALE SOLUZIONE? – E allora comincia seriamente a essere messo in discussione anche il lavoro operato in sede di costruzione della rosa. Dopo la brutta prova di Cosenza, una delle tante, Bonato in conferenza stampa aveva detto che credeva ancora fortemente nella bontà del proprio lavoro e che la riscossa doveva partire dai giocatori stessi, chiamati a reagire dinnanzi alle avversità. Pochi giorni dopo la Cremo ha reagito con la Salernitana (unico successo in campionato con Baroni), ma trascorsa la pausa il calo è stato evidente: 1-1 risicato a Pescara in rimonta, 0-0 casalingo col Livorno, k.o. a Verona. Ora è inutile sottolineare ancora una volta che Valzania è tutto fumo e niente arrosto, che Ciofani e Ceravolo non segnano mai, eccetera eccetera. È sotto gli occhi di tutti che i singoli non riescono a rendere al massimo per poi far girare tutta la squadra, e nessuno riesce a trovare una soluzione.

La stagione sta prendendo una brutta e pericolosa piega, forse sarebbe meglio che la società prendesse nuovamente la parola per spiegare quanto sta accadendo e per annunciare ufficialmente che gli obiettivi verranno ridimensionati. La classifica si sta inevitabilmente allungando e – come detto – siamo ad un passo dal giro di boa.


Di Andrea Ferrari

Redazione
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