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Cremo, a testa altissima
Cremo, a testa altissima

Una Cremo incerottata cade nel recupero nella trasferta di Lecce: zero punti ma tanti buoni segnali.

A testa alta, anzi altissima. La Cremo esce sconfitta solo nel punteggio dalla difficile trasferta di Lecce (in casa i pugliesi sono imbattuti). Al netto delle nove assenze e di qualche titolare in condizione precaria i grigiorossi trovano una prestazione maiuscola, da squadra. L’autogol di Okoli (tra i migliori in campo) in pieno recupero non deve fare dimenticare quanto di buono visto al Via del Mare.

LE ASSENZE – Che la trasferta fosse difficile lo si intuiva già dalla vigilia, quando la lista convocati non arrivava mai. Colpa di qualche contagio da Covid, che ha costretto la società a un giro extra di tamponi. Alla fine, tra infortuni e positivi, Pecchia deve rinunciare a nove giocatori. A pesare di più sono le assenze di Castagnetti, Buonaiuto, Bianchetti e Sernicola. L’undici titolare scelto dal tecnico però è di tutto rispetto: spiccano i rientri di Fiordaliso in difesa, Valzania in mezzo, Baez in fascia e Ciofani davanti.

INIZIO DA CREMO – Chi si aspettava una Cremo rinunciataria sbagliava di grosso. I marchi di fabbrica di Pecchia sono l’aggressione alta e gli inizi di fuoco. La gara di Lecce inizia proprio così: Gaetano ruba palla e Zanimacchia calcia alto dal limite quando sono passati poco più di 60 secondi. Nel primo quarto d’ora gioca solo la Cremo, con il solito Fagioli che illumina la manovra, dominando gli spazi e chiamando i movimenti dei compagni. Il Lecce è sorpreso, la Cremo gioca. La Cremo c’è.

BOTTA&RISPOSTA – Ecco perché quando arriva il gol del Lecce sembra la perfetta applicazione della legge di Murphy. Gallo sfonda dove la Cremo soffre di più, sulla destra. Fiordaliso paga i mesi di inattività, Okoli non riesce a fermare il terzino e il Lecce è avanti. È tutto apparecchiato per una disfatta: dopo un grande inizio la Cremo prende gol, si sfalda e il Lecce dilaga. In realtà nessuno fa nemmeno in tempo a pensarlo, perché dopo un minuto i grigiorossi l’hanno già raddrizzata. Fagioli illumina, Ciofani colpisce e riporta la gara sull’1-1. La Cremo c’è.

CREMO E SOFFERENZA – Fino al 70’ la Cremo tiene bene il campo, risponde colpo su colpo e si affida alle ripartenze di Zanimacchia per far male a un Lecce che dietro non è proprio impeccabile. Negli ultimi minuti però le energie vengono inevitabilmente meno, i padroni di casa prendono coraggio e i grigiorossi non riescono più a ripartire. Al 91’ il sig. Murphy decide di terminare il suo lavoro: Okoli, che fin lì era stato tra i migliori, devia maldestramente un cross innocuo, forse anche per colpa di una folata di vento. Il resto lo conoscete: arriva il triplice fischio, il Lecce festeggia, Okoli piange e tutti noi vorremmo abbracciarlo attraverso lo schermo.

A MENTE FREDDA – La cocente sconfitta non può far cambiare il giudizio sulla prestazione della squadra. La Cremo ha giocato una partita gagliarda e intelligente. Ha tenuto testa al Lecce finché ha potuto, in diversi frangenti ha messo sotto gli avversari inseguendo i principi tanto cari al tecnico. Nel finale ha anche saputo soffrire. Ciofani ha giocato da capitano, tornando in difesa ad aiutare, Okoli e Ravanelli hanno fatto interventi eroici a disinnescare il temibile attacco leccese. Chi ha sostituito gli assenti ha giocato alla grande, dimostrando la cosa più importante: la Cremo è un gruppo unito che viaggia verso un obiettivo comune e chi scende in campo dà sempre il massimo.

CONDIZIONE – Alla fine il problema più grande per la Cremo non sono state le nove assenze, ma la condizione dei giocatori che sono dovuti scendere in campo. Valzania non ha ancora ritrovato la forma dopo l’infortunio: lui che di solito mangia le caviglie agli avversari ha fatto fatica a vincere i contrasti e a ripartire di forza, rischiando pure il rosso per qualche intervento in ritardo di troppo. Fiordaliso è capitolato malamente sul dribbling non irresistibile di Gallo, dove gli è mancata forza nelle gambe. Ciofani, appena rientrato, si è sobbarcato novanta minuti così come Baez, che da novembre a oggi era partito titolare solo un’altra volta. Vanno tutti elogiati, perché pur non al massimo sono scesi in campo e hanno dato tutto.

SOSTA&MONZA – Pagato il saldo alla dea bendata ora la Cremo è attesa da un’altra benedetta sosta. Pecchia potrà recuperare gli infortunati e affinare la condizione di chi non è al meglio. Le due settimane serviranno anche per metabolizzare nel modo giusto una sconfitta che non deve intaccare l’umore di una squadra che ha dimostrato di saper giocare alla pari contro qualsiasi avversario e in qualsiasi situazione. Il gol subito allo scadere deve essere benzina pura per il motore della squadra che a febbraio sarà attesa da un altro scontro diretto. Il Monza è avvisato: la Cremo si piega ma non si spezza. La Cremo c’è.

Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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