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Con Ravaglia se ne va un pezzo di Cremonese
Con Ravaglia se ne va un pezzo di Cremonese

Si è conclusa dopo cinque lunghi anni l’esperienza alla Cremonese di Ravaglia, che ha scritto la storia grigiorossa più recente. Il nostro omaggio

Nicola Ravaglia lascia la Cremonese. È tutto vero, eppure fa strano pensarlo, prenderne coscienza, così come per noi scriverlo. Un’esperienza durata cinque anni per il portiere romagnolo all’ombra del Torrazzo, dove ha vissuto lo scorcio di carriera più importante, farcita di emozioni contrastanti: dall’ennesimo tentativo di risalita in B fallito della Cremo di Arvedi, al sogno di raggiungerla recitando la parte del protagonista, poi le tre salvezze nel campionato cadetto fatte di alti e bassi, in cui è partito indietro nelle gerarchie per il suo ruolo, ma puntualmente è stato chiamato in causa, rispondendo presente tutte le volte, onorando una maglia che – come ha avuto modo di ribadire in svariate occasioni – è divenuta più di una seconda pelle.

NUMERO UNO – Un totale di 115 presenze in campionato con la Cremonese, fra Lega Pro e Serie B. Secondo solo a Brighenti per quanto riguarda l’era Arvedi. Ravaglia era l’ultima bandiera rimasta in squadra, nonché l’ultimo elemento di quella straordinaria squadra di Tesser che vinse il torneo di Serie C nel 2017. Per questo se ne va un pezzo di storia della Cremo, perché Ravaglia ha scritto concretamente un pezzo di storia recente del club, con le sue parate in campo ma anche per la sua capacità di tenere unito il gruppo, col suo “fare romagnolo”, spensierato e al contempo dedito al lavoro, concentrato sull’obiettivo, trascinatore. Il “mattacchione filosofo”, potremmo definirlo così. Il simbolo della Cremo, il simbolo di Cremona: sempre presente per le iniziative benefiche e solidali attivate nel territorio, pronto a metterci la faccia, a prestare la voce per fare eco su questioni delicate. Anima gentile, sorriso contagioso, massima disponibilità. Ravaglia era il numero uno in tutto, fra i pali e fuori dal rettangolo verde.

SORRISO – Di Ravaglia mancherà anche l’entusiasmo che emanava al Centro Arvedi, ogni giorno. Ah, naturalmente era il primo ad arrivare. Noi addetti ai lavori possiamo assicurarvi che, in occasione di qualsiasi conferenza settimanale, il primo che incontravamo era proprio il 31enne di Forlì, rigorosamente con il maestro De André in cuffia. Scelta non banale. Corretto con la società, con il gruppo squadra, con la stampa, coi tifosi. Nel cuore ha la Cremonese e glielo si leggeva negli occhi, oltre che nelle dichiarazioni. Un uomo sincero, di fiducia. Non eravamo per nulla preparati ad un addio, mai ci siamo preoccupati del fatto che potesse un giorno lasciare il grigiorosso, pur essendo in scadenza di contratto. Di sicuro è significativo che l’ultimo match disputato sia stato quello di Castellammare, quello che ha regalato al club un altro anno di B.

Ma alla A non si dice di no, la Sampdoria ha puntato su di lui e al popolo grigiorosso resta sì l’amaro in bocca, però anche la contentezza di aver vissuto anni importanti insieme. E chissà se un giorno tornerà nella sua seconda casa, noi lo accoglieremmo a braccia aperte. Grazie Nick, per sempre Cuore Grigiorosso.

Redazione
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