Che botta di Emmers
Che botta di Emmers

Un gol di Emmers allo scadere allontana i playout e fa respirare la Cremo, nonostante rimangano i problemi in fase offensiva

E finalmente è arrivata. Dopo un punto e zero reti nelle ultime cinque partite, la Cremo torna a vincere davanti ai propri tifosi nel modo migliore: con un gol di Emmers sotto la curva, a tempo scaduto e con un uomo in meno. Il carattere e la voglia di vincere sopperiscono alle stracitate mancanze di una squadra che continua a faticare a creare occasioni.

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In cinque in area. Partiamo dalla fine per analizzare il momento di una Cremo che seppur in difficoltà ha avuto il merito di crederci fino alla fine. Dopo l’espulsione di Strefezza nel primo minuto di recupero i grigiorossi dovrebbero chiudersi. Non portare a casa nemmeno un punto sarebbe terribile, forse la parola fine sull’era Rastelli. E invece la Cremo non si accontenta: sull’apertura di Carretta per Renzetti sono cinque i giocatori della Cremonese che attaccano l’area. Oltre ai due già citati ci sono Castagnetti (che conclude verso Montipò), Arini ed Emmers, abile a concludere di sinistro sulla respinta del portiere. Un segnale forte, così come la corsa della panchina verso il giovane scuola Inter per festeggiare un gol importantissimo. Se c’erano dubbi sulla compattezza del gruppo, basta quest’immagine per spazzare ogni diceria: la squadra è unita e lotta per l’obiettivo.

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Boccata d’oxiangeno. Obiettivo che sta finalmente entrando nella testa di giocatori e società: i playoff sono un sogno di mezza estate, c’è da sudare punto su punto per guadagnare sul campo una salvezza che non sarà facile raggiungere, nemmeno con questa vittoria (in attesa di Venezia-Palermo sono quattro le lunghezze sul Foggia, quintultimo e con una gara in più). Emblematiche in tal senso le parole di Castagnetti nel dopo partita: il bel gioco può aspettare, bisogna soffrire e lottare contro ogni avversario perché la Serie B è imprevedibile e si può vincere (o perdere) contro chiunque.

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Castagnetti recuperato. Una delle migliori notizie è proprio il recupero del centrocampista ex Empoli. Arrivato come crack del centrocampo, non è mai riuscito a dare alla squadra quella qualità di gioco che ci si aspettava. Contro il Benevento Castagnetti ha mostrato forti segnali di miglioramento. Se in fase di impostazione non è stato impeccabile (qualche lancio sbagliato di troppo, colpa anche di un campo in pessime condizioni) ha lottato e si è reso utile in fase di interdizione come mai in passato. La sensazione è che il futuro prossimo della Cremo dipenderà moltissimo da un suo completo recupero.

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Eppur (non ci) si muove. I ritrovati tre punti, Castagnetti, la solidità difensiva: finiscono qui gli aspetti positivi di una partita comunque difficile per la Cremo, che prima del gol di Emmers non aveva mai impegnato Montipò. La difficoltà nel creare palle-gol è stata accentuata dal cambio di modulo. Nel nuovo 3-5-2 di Rastelli sono ancora meno i giocatori che attaccano l’area avversaria. Con Strizzolo che si spende in un encomiabile lavoro sui difensori avversari, tutta la pericolosità offensiva resta sulle spalle di Piccolo. Quando trova gli spazi per liberarsi al tiro il numero 7 diventa micidiale, ma quando resta imbrigliato diventa nullo poiché si muove poco senza palla. Più volte Strizzolo ha spizzato lungo nel vuoto, in altre occasioni Castagnetti ha rinunciato a lanciare per mancanza di tagli da parte delle punte. Se Rastelli ha intenzione di insistere con questo modulo vanno trovate soluzioni tattiche alternative come l’impiego di Carretta, un giocatore veloce e in grado di affettare le difese avversarie, soprattutto in trasferta.

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Terranova-Claiton, uno è di troppo? Altro nodo legato al modulo è lo schieramento della difesa. Con il rientro di Terranova mister Rastelli ha deciso di confermare Claiton in mezzo, schierando l’ex Frosinone sul centrosinistra. L’ennesimo clean sheet allo Zini non deve ingannare perché l’esperimento non ha dato esiti completamente soddisfacenti. Terranova, sempre tra i migliori, ha accusato lo spostamento: da esterno di sinistra non ha potuto far valere il suo tempismo nel leggere le situazioni da dietro e si è trovato in difficoltà quando puntato nell’uno contro uno. Da un paio di suoi disimpegni errati sono nate le occasioni più pericolose del Benevento nel primo tempo, un tiro di Coda dal limite e una mischia in cui prima Di Chiara e poi Caldirola hanno mancato la deviazione. Se Rastelli deciderà di puntare su questo modulo dovrà lavorare parecchio anche sulla fase difensiva ed eventualmente provare ad invertire la posizione dei due (Claiton è più marcatore di Terranova e in più sa usare anche il mancino).

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Una montagna da scalare. La strada è ancora lunga, la via ancora in salita, l’obiettivo salvezza è in cima alla montagna. Da oggi tuttavia la Cremo e Rastelli hanno una certezza in più per riuscire nella scalata: Emmers, finalmente guarito dagli acciacchi che l’hanno tormentato nell’ultimo periodo, ha dimostrato di essere una risorsa importante. Dall’inizio o a gara in corso diventa utilissimo per la sua duttilità e per l’energia che porta quando entra in campo, riuscendo a entrare subito in partita. Non c’è da sorprendersi: d’altronde il nome Xian deriva dal cinese, è un sinogramma composto dalle parole “persona” e “montagna”. Un caso? Non credo proprio.

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Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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