Movimenti continui, verticalizzazioni e pochi punti di riferimento: ecco il Cesena di Diamanti che attende la Cremonese
Il prossimo avversario della Cremonese sarà il Cesena, una delle squadre più interessanti da osservare in questo avvio di campionato soprattutto per la scelta fatta in panchina. Dopo l’undicesimo posto e i 46 punti conquistati nella passata stagione, i romagnoli hanno infatti deciso di affidarsi ad Alessandro Alino Diamanti, alla prima esperienza alla guida di una prima squadra. Anche il mercato ha portato diversi cambiamenti: sono arrivati, tra gli altri, Pagano, Schirone, Druiventak, Debenedetti, Ilić, D’Andrea, Dalla Vecchia, Natta, Fiori, Gelli e Bohinen, mentre hanno salutato giocatori come Berti, Castagnetti, Zaro e Arrigoni. Una rosa rinnovata e piuttosto giovane, affidata a un allenatore che nelle prime giornate ha già iniziato a trasmettere una propria identità.
IL CALCIO DI ALINO – Prima ancora della tattica, però, vale la pena spendere qualche parola per Alessandro Diamanti. Per chi ha seguito il calcio italiano negli ultimi vent’anni, Alino è stato uno di quei giocatori difficili da non apprezzare: talento, personalità, fantasia e soprattutto un modo profondamente personale di vivere il campo. La sensazione è che qualcosa di quel calciatore sia rimasto anche nell’allenatore. Diamanti vuole una squadra coraggiosa, capace di interpretare le situazioni e nella quale il giocatore non sia imprigionato dentro posizioni troppo rigide. Ma colpisce anche il suo modo di comunicare: diretto, spontaneo e lontano da molte frasi preconfezionate del calcio moderno. Durante il precampionato ha insistito su concetti semplici ma significativi: giocare senza paura, divertirsi, lavorare e dare tutto per la maglia e per i tifosi. È soltanto l’inizio della sua carriera in panchina, ma vedere una figura come Diamanti provare a portare nel ruolo di allenatore la stessa autenticità mostrata da calciatore non può che suscitare curiosità e, personalmente, anche grande stima.
LA FASE D’IMPOSTAZIONE – Definire il Cesena attraverso un sistema rigido rischia però di essere riduttivo. La base vista contro il Mantova è stata un 4-3-3, ma all’interno di questa struttura i giocatori hanno grande libertà di movimento e le posizioni cambiano continuamente durante lo sviluppo dell’azione. È probabilmente uno degli aspetti che rende più difficile leggere la squadra di Diamanti: non tanto per trasformazioni particolarmente elaborate, quanto per la volontà di non offrire riferimenti fissi all’avversario. Una delle situazioni più particolari riguarda la costruzione dal basso. I terzini tendono ad alzarsi, mentre i due centrali si aprono molto, lasciando tra loro uno spazio enorme nel quale entra Siano. Il portiere non rimane però semplicemente nei pressi della propria area: quando la situazione lo permette accompagna lo sviluppo salendo parecchi metri, arrivando in alcune circostanze addirittura verso la trequarti. La sua heatmap permette di capire quanto sia coinvolto nella prima costruzione del Cesena. L’obiettivo di questa scelta quello di attirare in avanti la pressione avversaria, creando successivamente lo spazio per attaccarla alle spalle.

Fonte heatmap: Sofascore
VERTICALIZZAZIONI E CENTROCAMPO – La presenza del portiere nella costruzione non deve però far pensare a una squadra interessata esclusivamente a un lungo possesso. Anzi, il Cesena raramente insiste con una sequenza prolungata di passaggi nella propria metà campo. Dopo uno o due scambi tra portiere e difensori cerca rapidamente la verticalizzazione, anche attraverso il pallone lungo. Una soluzione utilizzata soprattutto per raggiungere gli esterni, più che direttamente Shpendi. Il possesso iniziale diventa quindi quasi un’esca: chiamare fuori l’avversario per poi attaccare velocemente lo spazio che si crea alle sue spalle. Anche i tre centrocampisti partecipano continuamente a questo gioco di movimenti. Quando la palla è nelle disponibilità del portiere o dei centrali, difficilmente mantengono tutti la propria posizione di partenza (dalle heatmap si può notare che occupano molte zone del campo): uno può abbassarsi per offrire una soluzione, un altro attaccare uno spazio più avanzato e il terzo allargarsi. Nelle azioni successive i compiti possono invertirsi. È un continuo scambio di posizioni che permette al Cesena di offrire linee di passaggio differenti e, soprattutto, non dà punti di riferimento agli avversari.

Fonte heatmap: Sofascore

Fonte heatmap: Sofascore

Fonte heatmap: Sofascore
I MOVIMENTI DI SHPENDI – Il riferimento offensivo rimane Cristian Shpendi, giocatore molto vicino ad approdare alla Cremonese negli ultimi giorni di mercato. Anche in questo caso sarebbe sbagliato immaginarlo come una punta che vive esclusivamente dentro l’area. Quando il Cesena consolida il possesso, Shpendi tende spesso a venire incontro e ricevere tra le linee, utilizzando la propria qualità tecnica per proteggere il pallone, far salire la squadra e successivamente aprire il gioco verso i compagni. Quando l’azione arriva negli ultimi metri cambia però comportamento: dentro l’area è particolarmente bravo a muoversi nel traffico, trovare piccoli spazi e soprattutto riuscire a costruirsi rapidamente la conclusione. Il gol dell’1-1 contro il Mantova ne è una dimostrazione: Shpendi ha attaccato il secondo palo alle spalle della linea difensiva e ha trovato la posizione giusta per trasformare in rete il pallone servito da D’Andrea.
DOVE PUÒ SOFFRIRE – La grande mobilità del Cesena non elimina però alcuni punti deboli. In fase difensiva i romagnoli riescono generalmente a mantenere buone distanze tra i reparti, restando abbastanza corti in verticale, ma possono soffrire maggiormente quando sono costretti a coprire tutta l’ampiezza del campo. I cambi di gioco rapidi, soprattutto quando il pallone viene spostato velocemente da una fascia all’altra, possono aprire spazio sul lato debole. Per la Cremonese sarà quindi interessante evitare di congestionare sempre la zona centrale e provare invece a muovere velocemente il Cesena da una parte all’altra. Un’altra situazione sulla quale la Cremonese potrebbe provare a insistere riguarda le transizioni. Quando la palla è scoperta, i difensori del Cesena tendono spesso a correre immediatamente verso la propria porta per proteggere la profondità. Non sempre, però, la lettura dei tempi è perfetta e la linea non dispone di una velocità tale da poter correggere facilmente ogni situazione. La squadra di Pecchia potrebbe quindi cercare immediatamente il passaggio verticale dopo il recupero, attaccando alle spalle della difesa con gli esterni, la punta e gli inserimenti dei centrocampisti, oltre ai movimenti del trequartista, ruolo nel quale potrebbe nuovamente trovare spazio Berti.
I CALCI PIAZZATI – Anche i calci piazzati possono offrire indicazioni interessanti. Sui corner contro il Cesena difende prevalentemente a zona e con nove giocatori dentro l’area: sei occupano la zona dell’area piccola, altri tre si dispongono qualche metro più avanti, mentre un uomo esce per controllare l’eventuale soluzione corta. Proprio dopo la prima respinta, però, può emergere una difficoltà: la linea non sempre riesce a risalire in maniera compatta e ordinata, come si è visto anche nell’azione che ha portato al gol del Mantova. Per la Cremonese potrebbe quindi essere importante non considerare conclusa l’azione dopo il primo pallone allontanato, ma recuperare la seconda palla e muoverla rapidamente per costringere la struttura difensiva bianconera a ricomporsi. Sui corner offensivi, invece, il Cesena può utilizzare due uomini nei pressi della bandierina, creando immediatamente il dubbio sulla battuta corta. Sei giocatori vanno ad attaccare l’area, concentrandosi soprattutto negli spazi vicini al portiere e all’area piccola, mentre altri due rimangono nei pressi del limite per raccogliere eventuali respinte e mantenere viva l’azione. Anche in questo fondamentale emerge quindi la volontà di creare movimento e togliere riferimenti alla difesa avversaria.
LE POSSIBILI SCELTE – Dopo l’1-1 contro il Mantova, Diamanti potrebbe ripartire da gran parte dell’undici visto al Manuzzi. Davanti a Siano, la linea dovrebbe essere composta da Ciofi, Ilić, Gelli e David, con Bisoli, Pagano e Dalla Vecchia in mezzo al campo. Davanti Shpendi resta il riferimento centrale, mentre sulle fasce una delle possibili novità riguarda D’Andrea, entrato contro il Mantova e autore dell’assist per il pareggio: potrebbe partire dall’inizio sulla destra, con Fiori sull’altra corsia.
CESENA (4-3-3): Siano; Ciofi, Ilić, Gelli, David; Bisoli, Pagano, Dalla Vecchia; D’Andrea, Shpendi, Fiori. All. Diamanti.
