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Cavion: «A Cremona tanti amici, situazione critica»
Cavion: «A Cremona tanti amici, situazione critica»

Lunga intervista dell’ex Cremo Cavion al sito dell’Ascoli: «Sarei felice di tagliare lo stipendio, penso che anche noi dobbiamo dare una mano»

Fra le tante persone che stanno vivendo intensamente, con preoccupazione, l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus di sicuro anche Michele Cavion, oggi centrocampista dell’Ascoli ma che per due annate ha vestito la maglia della Cremonese«Il mio primo pensiero va a tutte le persone colpite dal virus o hanno familiari coinvolti – ha esordito il classe ’94 al sito dell’Ascoli Calcio -. A Cremona purtroppo ho lasciato molti amici, Roberto (Denti, ndr) era uno di questi: è stato fra i magazzinieri grigiorossi. Ho un altro amico colpito dall’infezione, da poco uscito dall’ospedale, che non vede compagna e figlia da oltre un mese. In quelle zone la situazione è davvero critica».

CALCIO IN TERZO-QUARTO PIANO – Cavion, ancora molto amato a Cremona, ha poi analizzato varie tematiche, dalla possibile cancellazione del campionato in corso alla riduzione degli ingaggi: «L’idea comune è pensare alla salute di tutti, non abbiamo proprio idea dei tempi di una possibile ripresa del calcio, la Federazione sta pensando ad ogni soluzione per portare a termine la stagione: sappiamo degli interessi economici in ballo, cercheranno di spostare i tempi e riprendere, anche se fosse necessario, in estate. Vivo di calcio, ma mi accorgo che in questo momento viene in terzo o quarto piano, muoiono ancora oggi centinaia di persone al giorno, non ho idea di come si possa tornare a giocare in questa situazione».

INGAGGI E ASCOLI-CREMO – Così il centrocampista ex Cremo sul taglio degli ingaggi: «Personalmente penso sia giusto che anche noi diamo una mano in tal senso, sono ben felice di farlo». Il rinvio di Ascoli-Cremonese fu la prima avvisaglia: «Andava gestita in modo diverso, alla decisione ormai eravamo già entrati tutti in contatto da tempo negli spogliatoi, poi i tifosi della Cremonese, alcuni, erano già in città dal giorno prima. A quel punto andava rinviata quando le squadre erano ancora sui pullman, ma col senno di poi è facile».

Redazione
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