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Cavion a CGR: «L’anno scorso contatti per tornare»
Cavion a CGR: «L’anno scorso contatti per tornare»

Intervista esclusiva a CuoreGrigiorosso per Michele Cavion: «Mi è dispiaciuto andare via, sarei rimasto volentieri. A Cremona ho ancora molti amici».

Dopo Vittorio Parigini e Simone Pesce tocca a Michele Cavion essere ospite di GrigiorossOnAir, il nuovo appuntamento di CuoreGrigiorosso. Raggiunto in diretta Instagram dal nostro caporedattore Andrea Ferrari, Cavion è tornato sull’addio alla Cremo nell’estate di due anni fa: «Purtroppo Mandorlini non mi vedeva, non ero funzionale per il suo modulo. Io volevo continuare a giocare, quando è arrivata la proposta dell’Ascoli ho accettato». Tanti i temi affrontati con l’ex centrocampista della Cremo, dalla situazione di emergenza che si sta vivendo in Italia fino agli scherzi nello spogliatoio grigiorosso. Sul finale anche un retroscena su un possibile rientro in grigiorosso: «L’estate scorsa ci sono stati dei contatti ma non si è concluso niente, vedremo in futuro». Ringraziando ancora Michele e la società Ascoli Calcio per la disponibilità, ecco quanto emerso durante la chiacchierata.


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LOCKDOWN – Si parte ovviamente con un’analisi del difficile momento che tutti stiamo vivendo in Italia: «Non è un momento felicissimo, ci sono molte persone che stanno lottando contro il virus, il pensiero va innanzitutto a loro. Anche Roby (il magazziniere della Cremonese deceduto per coronavirus, ndr) è venuto a mancare, mi è dispiaciuto molto. Ci accoglieva sempre con un sorriso al Centro Arvedi, anche se aveva avuto una giornata storta. Era una persona speciale». Le giornate in isolamento hanno sempre il solito spartito: «Mi sveglio, faccio una bella colazione e poi studio. Sto approfittando del momento per finire l’Università, sono al terzo anno e mi mancano tre esami. Fortunatamente riesco anche ad allenarmi, sotto casa mia c’è una sorta di garage sotterraneo privato e posso fare qualche esercizio». Su un’eventuale ripresa dei campionati: «Da un lato ci sono gli interessi economici, dall’altro il rispetto per chi non c’è più e per tutti quelli che stanno lottando in questa battaglia. È sicuramente una decisione difficile. Bisogna stare attenti perché finché ci saranno contagiati potrebbe riesplodere tutto, potremmo buttare via tutto il lavoro fatto. Giocare a porte chiuse potrebbe essere una misura inevitabile ma è una cosa strana, senza tifosi si perde tantissimo».

SU ASCOLI-CREMO – Solo due settimane fa abbiamo ascoltato le parole di Parigini sul Ascoli-Cremonese, la prima partita rinviata per il coronavirus. Ecco invece la versione dalla sponda ascolana: «C’era un clima surreale perché già verso ora di pranzo erano arrivate alcune notizie su un possibile rinvio. Siamo comunque andati al campo dove ci siamo accorti che c’era qualcosa di diverso perché non c’erano i soliti addetti ai lavori. Forse sarebbe stato opportuno prendere una scelta diversa, i giocatori della Cremonese sono comunque scesi negli spogliatoi e i tifosi erano già partiti, sarebbe stato opportuno rinviarla prima. Anche se sono consapevole che fare certe scelte è difficile mentre è facile parlare con il senno di poi». Sulla Cremo di quest’anno: «Dopo il mercato estivo sembrava che dovesse fare un campionato di vertice. Purtroppo a volte i grandi giocatori non bastano per vincere i campionati, l’unione del gruppo conta di più. Mi spiace per Baroni, che mi ha allenato alla Juventus: ero arrivato a gennaio ma mi aveva dato subito fiducia, facendomi giocare».

ALLA CREMONESE GRAZIE A RAMPULLA – Juve che è stata fondamentale per l’approdo in grigiorosso. È infatti Rampulla (allora presidente della Cremo) a consigliare l’acquisto di Cavion: «Dopo tre campionati in Lega Pro in cui avevo sempre giocato in squadre di media-bassa classifica è arrivata la chiamata della Cremo ed è stato impossibile rifiutare. Nel trasferimento è stato fondamentale Rampulla che mi conosceva dalla Primavera della Juventus». Michele, a 22 anni, si gioca il posto in un centrocampo da big: in grigiorosso trova giocatori come Pesce, Porcari, Moro e Belingheri. «Nella mia carriera ho avuto la fortuna di aver sempre giocato perché lavoro al massimo e gli allenatori apprezzano. All’inizio sono partito fuori ma ho sfruttato le chance quando mi sono state concesse e ho trovato continuità». Tesser evidentemente ci aveva visto giusto, lanciando il ragazzo che ha ripagato con grandi prestazioni. Cavion ha ancora un bel rapporto con il mister della promozione: «Lo ringrazierò sempre, lui apprezzava molto il fatto che mi allenassi sempre al massimo. È stato il primo a darmi l’opportunità di giocare di fianco a grandi giocatori, molto più esperti di me. Ci sentiamo ancora adesso».

ESPLOSIONE IN B E SIRENE DALLA A – Al secondo anno di Cremo poi Cavion è esploso definitivamente in Serie B. Rimpianti per non aver provato prima l’avventura in serie cadetta? «Quando sono uscito dalla Primavera della Juve non avevo molto mercato in B e ho preferito fare la gavetta in Lega Pro. Mi sono serviti molto quei quattro anni, credo di essere arrivato al momento giusto, forse prima non ero pronto. Cos’è più formante tra Primavera e Lega Pro? Sono entrambe esperienze formative importanti. Nella Juve ho avuto la possibilità di allenarmi con grandi campioni, in Lega Pro di “farmi le ossa”: quasi in ogni partita ero il più giovane in campo». Il grande girone d’andata con la Cremo ha alimentato indiscrezioni di mercato che volevano Cavion in partenza verso la Serie A. Voci confermata dallo stesso Michele: «Sì, ci sono stati molti contatti con la Serie A in quel mercato invernale. La Cremo però stava andando bene e voleva tenermi, anche io volevo finire il campionato e lottare per qualcosa di importante. Peccato che il ritorno sia andato male, anche le mie prestazioni non sono state all’altezza. Sono sicuro che l’occasione ricapiterà, il mio obiettivo è arrivare in Serie A».

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ADDIO E QUASI RITORNO – Cavion ha solo parole dolci per la sua esperienza alla Cremo. Come mai quindi un addio così improvviso, dopo un anno da capocannoniere della squadra? «Purtroppo Mandorlini non mi vedeva, non ero funzionale per il suo modulo. Io volevo continuare a giocare, quando è arrivata la proposta dell’Ascoli ho accettato. Mi è dispiaciuto allora perché la Cremo stava facendo una bella squadra e sarei rimasto volentieri. Sono molto legato a Cremona dove ho ancora molti amici. Ascoli comunque si è rivelata una buona scelta, in questi due anni mi hanno permesso di esprimermi su buoni livelli». L’estate scorsa un’esclusiva di CuoreGrigiorosso aveva rivelato un ritorno di fiamma della Cremo su Cavion. C’è mai stata quella trattativa? Ebbene sì, come confermato dallo stesso numero 8: «L’estate scorsa ci sono stati dei contatti ma non si è concluso niente, vedremo in futuro».

GOL BELLI E IMPORTANTI – Pur essendo un centrocampista Cavion è un giocatore che segna spesso: «L’anno alla Reggiana per esigenze a volte facevo addirittura il trequartista, ora ormai quasi sempre la mezzala. Il primo gol in B è stato bello e importante e lo ricorderò sempre, contro la Pro Vercelli. Quello più significativo ovviamente quello contro il Cittadella, un’emozione indescrivibile. Ho chiuso gli occhi e ho corso, quando li ho aperti mi sono ritrovato sommerso dai compagni. Con l’Ascoli ricordo con piacere il gol contro lo Spezia, a giro da fuori». Cavion è anche specialista in gol decisivi, nel finale di partita: «Contro Verona e Parma ho fatto gol simili. Le reti nel finale di gara sono sempre speciali, sai che manca poco e se cambi il risultato è veramente speciale. Contro il Parma non ero così sicuro di segnare, mi sono accorto di avere spazio e ho stoppato il pallone prima di calciare in porta».

SUI COMPAGNI – Durante la diretta Instagram Cavion e il nostro caporedattore Andrea sono stati bersagliati di domande e commenti, alcuni dei quali di ex compagni di Michele in grigiorosso: «Nello spogliatoio i più giovani sono sempre un po’ bersagliati, senza cattiveria, giusto per farsi due risate. Io mi prestavo molto volentieri agli scherzi dei più anziani come Pesce e Perrulli, li saluto volentieri». Non solo Cremo, Cavion è ancora in contatto con molti amici dai tempi della Juve: «Garcia Tena giocava con me in bianconero e ci siamo ritrovati in grigiorosso. Mi sento spesso anche con Rugani e Magnusson che gioca nel Cska ed è pure nazionale islandese». Alla Juve ha mancato di poco Del Piero, che ha ritrovato per caso in un’amichevole estiva, un Reggiana-Sidney di qualche anno fa: «Lui non giocava perché era infortunato ma si è presentato lo stesso con la squadra. Ho avuto modo di conoscerlo e fare una foto con lui, è stata una grande emozione».


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Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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