Carretta: «Il Foggia ha fame? Noi di più. Siamo un grande gruppo»
Carretta: «Il Foggia ha fame? Noi di più. Siamo un grande gruppo»

L’attaccante Carretta ha parlato in conferenza stampa del gol di Cittadella e del Foggia, prossimo avversario dei grigiorossi: «Ci stiamo togliendo delle soddisfazioni, siamo un grande gruppo»

Mirko Carretta, protagonista della vittoria grigiorossa a Cittadella, ha parlato questa mattina in conferenza stampa presso il Centro Sportivo Giovanni Arvedi. Tra gli argomenti principali il periodo di grande forma dei grigiorossi, il Foggia e la prima rete con la maglia della Cremonese: «Finalmente è arrivato il gol – le prime parole del classe ’90 – , è stata un’annata un po’ così dal punto di vista realizzativo  però meglio tardi che mai. Mentre mi involavo verso la porta ho avuto un flash dell’episodio di Palermo, ma dagli errori si impara sempre, quindi ho deciso che sarei entrato con la palla in porta. Quell’episodio ha pesato tanto nella mia stagione a livello mentale».

TUTTI INSIEME – L’elemento più emozionante della rete di Carretta, oltre all’impressionante corsa lungo tutto il campo, è stata senza dubbio l’esultanza, che ha visto l’attaccante abbracciato da tutti i compagni esultare sotto la curva ospite. «Senza gruppo non si va da nessuna parte. Quando le cose vanno male per poi migliorare il gruppo si rafforza, ci stiamo togliendo delle soddisfazioni. Mi hanno abbracciato tutti perché sapevano quanto ci tenessi a segnare ed erano contenti per me». In occasione del suo primo gol stagionale, Mirko ha voluto fare una dedica speciale, di cui non aveva parlato lunedì: «Dedico il gol a mia moglie, mia figlia, i miei genitori ma anche un mio caro amico di nome Luca. Sta attraversando un momento veramente delicato della sua vita  e avevo una maglia speciale per lui, non ho potuto mostrarla perché l’ho dimenticata a Cremona».

E ADESSO? – La Cremonese viene da 7 risultati utili di fila e ha completamente trasformato la propria situazione in classifica da un mese a questa parte: «50 giorni fa era impensabile avere come obiettivo i playoff – spiega Carretta -, adesso sarebbe bugiardo dire che non ci stiamo pensando, ma dobbiamo agire una partita alla volta come fatto fin qui. Vogliamo finire in bellezza, quest’anno non sono ancora usciti i veri valori della Cremonese». Domenica arriverà allo Zini un Foggia agguerrito dopo il pareggio con il Livorno, ma soprattutto affamato di punti: «Se il Foggia è affamato, noi stiamo proprio morendo di fame. Noi abbiamo passato momenti difficili come loro, adesso che arriva il bello dobbiamo avere più fame di loro, ognuno ha il proprio obiettivo». Fermarsi ora sarebbe un peccato capitale: «Il mister tiene la tensione alta, saremmo dei polli se ci rassegnassimo senza lottare. Quello che ci siamo prefissati a inizio anno è vicino, ci sono 12 punti a disposizione».

MULTITASKING – La stagione grigiorossa è stata caratterizzata da numerosi cambi dal punto di vista tattico, cosa che ha influito pesantemente sul rendimento di molti giocatori, tra cui lo stesso Carretta. L’attaccante pugliese ha svolto diversi ruoli, cercando sempre di dare il massimo per la causa: «Per un giocatore la continuità aiuta tantissimo, soprattutto per un attaccante. – spiega l’ex Ternana -. Magari in questo momento avermi in panchina rappresenta un’arma in più per il mister, io giocherei anche terzino se serve. Il modo in cui giochiamo ora mi permette di esaltare le mie qualità. Non voglio trovare alibi per com’è andata quest’anno, l’importante è che io riesca a dare il mio contributo alla squadra».

LA COPPIA CHE SCOPPIA – Adriano Montalto e Carretta sono arrivati insieme all’ombra del Torrazzo, ma nonostante questo la loro carriera a Cremona fin qui è stata ben diversa. Nonostante ciò, entrambi hanno trovato la prima rete in campionato lunedì, e Carretta spiega il perché: «Quest’anno non abbiamo quasi mai giocato insieme. Ci siamo sbloccati lì, doveva rientrare prima, me la prenderò con lui (ride, ndr). Sono felicissimo che anche Adriano si sia sbloccato perché lui vive per il gol e quando non segna non dorme. Da adesso in poi sia io che lui vogliamo dare il contributo che avremmo sempre voluto dare».


Fonte: Dal nostro inviato al Centro Arvedi Lorenzo Coelli
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Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

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