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Brighenti sul 6/5: «Sul mio gol annullato ho detto…»
Brighenti sul 6/5: «Sul mio gol annullato ho detto…»

Martedì 5 maggio è stato ospite di CGR l’ex Capitano della Cremo Andrea Brighenti, a GrigiorossOnair, su Instagram. Così sul 6 maggio 2017

Martedì pomeriggio, 5 maggio, è stato ospite di una puntata speciale di GrigiorossOnAir dal nostro Andrea l’ex Capitano della Cremonese Andrea Brighenti, che ha scambiato con noi quattro chiacchiere in diretta su Instagram. Così si è espresso sull’annata della promozione e quel 6 maggio di cui oggi ricorre il terzo anniversario.


IL DUBBIO ESTIVO E LE PAROLE DI PORCARI – In estate arriva Tesser ma Brighenti è al centro di voci di mercato, tanto che nel raduno estivo del 2016 è l’unico a non poter rilasciare dichiarazioni alla stampa: «Venivamo dall’ennesimo anno con due allenatori, in tre anni a Cremona avevo avuto 6 mister. Il mio desiderio era fare la B e quindi d’accordo con il direttore ci siamo guardati attorno. Poi sono andato in ritiro e ho trovato quello che era mancato negli anni precedenti: una squadra forte, mix tra giovani ed esperti, e un’aria nuova. Dopo tre giorni di allenamento Porcari, che veniva dalla Serie A, mi disse che dovevo restare perché dovevamo vincere il campionato. Quell’anno erano arrivati giocatori forti ma soprattutto vincenti, si sentiva nell’aria un’aria diversa, un’aria nuova. Ho parlato con il mister e al terzo giorno di ritiro avevo già deciso di rimanere. Abbiamo dato un seguito al blocco al gruppo costruito negli ultimi mesi dell’anno precedente».

UN GRUPPO INCREDIBILE – Come già testimoniato da Pesce e Cavion, il gruppo è stato il punto forte di quell’anno: «È stato un anno bellissimo, abbiamo vinto ma durante l’anno ma ci siamo anche divertiti. Si stava bene anche fuori dal campo, quando c’erano le trasferte giocavamo sempre a carte. Se il viaggio durava 6 ore, facevamo 6 ore con le carte in mano». Interviene diretta Pesce, che suggerisce un’abilità non proprio sopraffina del Capitano nella briscola in 5: «Pesce è meglio che di briscola non parli (ride, ndr). Quell’anno si stava proprio bene, si andava a cena e non era per nulla forzato, è stato un anno incredibile. Certo, a livello di stress il girone di ritorno è stato tosto perché dovevamo inseguire e stavamo tutto il tempo a guardare i risultati dell’Alessandria. Siamo stati bravi noi a sfruttare gli episodi». Fondamentale è stato lo scontro diretto di febbraio: dopo una sconfitta per 3-0 nel derby contro il Piacenza, la Cremo batta l’Alessandria per 1-0 proprio grazie a un gol di Brighenti: «Mi ricordo tutti i dettagli di quella settimana dopo il derby al Centro Arvedi non parlava nessuno. Tesser ha fatto 7 giorni senza dire una parola, ci allenavamo e andavamo a casa. Prima della partita contro l’Alessandria il mister ha fatto un gran discorso e quando siamo andati in campo abbiamo dato tutto, abbiamo strameritato di vincere».

CREMO-RACING ROMA, LA GRANDE GIOIA – Oggi sono tre anni esatti dalla promozione in Serie B. Forse in pochi se lo ricordano, ma sul 2-2 a Brighenti venne annullato un gol per un fuorigioco millimetrico: «Se c’era il fuorigioco era di pochissimo, Canini mi aveva dato una palla perfetta. Cos’ho pensato? Ho guardato il guardalinee e gli ho detto: “Ma cosa alzi?” Eravamo 2-2 in casa nostra, poteva farsi gli affari suoi e tenerla giù la bandierina (scherza, ndr)». L’esito fortunatamente è stato comunque positivo visto il gol di Scarsella all’87°: «Per fortuna è arrivato l’uomo della provvidenza, in quel momento poteva segnare chiunque. Mi ricordo che sul rigore di Canini, nettissimo, sono andato dall’arbitro per protestare e lui mi ha chiesto cosa stessi dicendo. Io non avevo parole, gli ho detto che aveva ragione, mi veniva da piangere. I tifosi erano ammutoliti ma noi eravamo distrutti dopo il rigore. Poi ci siamo buttati in avanti con la voglia e la disperazione, all’ultima azione eravamo tutti là a cercare questo gol, è stata una giornata incredibile. Forse era destino per quello che dico dall’inizio, che stavamo bene. Avevamo giocatori che venivano dalla Serie A come Porcari, Moro, Gemiti, Lucchini, che facevano dei mesi senza giocare in C e non c’è mai stata una lamentela o un problema nello spogliatoio. Più che i giocatori è fondamentale scegliere le persone giuste, quelle che vengono a Cremona non per un ritorno personale ma per credere nel progetto. Sono fondamentali tutti, quelli con cui ti alleni, non solo gli 11 che giocano». Quell’anno resterà impresso nelle memorie di molti, anche dei giocatori: «È stato un anno bello, importante, un gruppo che resterà sempre unito. Difficilmente perderemo i contatti, abbiamo ancora un gruppo su WhatsApp. Per me Cremona e la Cremo sono stati anni incredibili, non potrà mai essere come le altre squadre in cui ho giocato».


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Redazione
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