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Bari, ancora irrisolto l’enigma della sfinge
Bari, ancora irrisolto l’enigma della sfinge

Ben tre allenatori si sono avvicendati sulla panchina del Bari in questa stagione, senza trovare soluzione ai problemi della squadra

Prendiamo in prestito la trama della famosa tragedia di Sofocle Edipo Re, e paragoniamo Bari alla mitica città greca di Tebe, afflitta dalla Sfinge e dal suo enigma così come il Bari, nonostante la rosa ricca di qualità, non riesce a esprimere il proprio potenziale. Ben tre allenatori – Mignani, Marino e Iachini – si sono seduti sulla panchina dei galletti senza trovare una soluzione ai problemi dei biancorossi. Certo, per l’eroe tragico Edipo la risoluzione dell’indovinello è l’inizio della fine, ma per i pugliesi potrebbe essere un punto di partenza, una base da cui ripartire il prossimo anno. Una grande piazza come Bari non può che ambire alla Serie A, sicuramente non a scampare ai playout per il rotto della cuffia.

DL90 – Per DL90 si intende una sostanza tanto tossica da risultare mortale sul 90% della popolazione in esame, letteralmente Dose Letale al 90%. Parallelamente, la situazione che l’ambiente Bari sta vivendo sarebbe insostenibile anche per i rimanenti club di Serie B. Il rigetto sempre crescente della tifoseria verso la proprietà De Laurentis e tutto ciò che ne consegue non può non avere conseguenze anche in materia di calcio giocato. L’impatto di Iachini era sembrato positivo, con 2 vittorie nelle prime 2 gare, seppur contro Lecco e FeralpiSalò. Ma 2 soli punti nelle ultime 6 partite hanno quasi spento le speranze playoff dei galletti: anche l’esperto Iachini ha risentito delle scorie extra-campo, come i suoi predecessori. L’8° posto del Brescia dista 7 punti, mentre c’è da guardarsi alle spalle con i playout e lo Spezia a -1. Lampante il dato dei gol segnati, solo 30: peggio fa solo il Lecco con 29. Sibilli trascinatore totale con 10 gol e 3 assist.

INSUFFICIENTE – Il mercato invernale dei galletti non può essere definito pessimo in senso generale, ma diviene quantomeno insufficiente vista la situazione in cui versa la squadra in questa stagione. Innesti sì di qualità, ma forse troppo pochi per sperare di risolvere i misteri dietro al rendimento disastroso della compagine pugliese. Gli arrivi si concentrano dal centrocampo in su, partendo da Guiebre, esterno che ricordiamo per il pallone regalato a Pickel in Cremonese-Modena 4-0. Poi, dal Frosinone è arrivato Lulic, che agisce da mezzala sinistra al fianco di Benali. In attacco, spiccano gli innesti di Pușcaș dal Genoa, già autore di 2 reti, e di Yayah Kallon dal Verona. In uscita, invece, si registra la rescissione consensuale di Jérémy Ménez e il rientro alla Juventus di Frabotta, girato al Cosenza.

LA PROBABILE – L’esperimento difesa a 4 contro il Modena non è del tutto riuscito, anzi, quindi è probabile che Iachini tenti un ritorno al 3-4-2-1 di partenza. Come di consueto, l’ottimo Brenno difenderà i pali della porta biancorossa. In difesa, il trio collaudato formato da Vicari, il veterano Di Cesare e Matino. A centrocampo, Benali sarà il metronomo del gioco con al suo fianco uno tra Lulic e Maita. Occhio ad Acampora, che è tornato ad allenarsi in gruppo. Sulle fasce, Dorval e Pucino, reduce dal gol contro il Modena, con Ricci sullo sfondo. In Attacco, Sibilli e Morachioli leggermente più dentro al campo rispetto a Pușcaș, vero terminale offensivo. Difficile vedere in campo Davide Diaw dal primo minuto, nonostante l’ex Cittadella sia in via di guarigione e dovrebbe essere convocato. Ricordiamo la squalifica di due giornate a Marco Nasti.

Michele Iondini

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