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Ballardini: «Vogliamo finire bene il campionato»
Ballardini: «Vogliamo finire bene il campionato»

Mister Ballardini alla vigilia di Cremonese-Bologna: «Sarà un bel banco di prova. Rimpianti di classifica? La Cremo ha i punti che merita»

Ultima occasione per mantenere vive le speranze salvezza in casa Cremonese. Alla vigilia della decisiva sfida con il Bologna, in programma sabato 20 maggio alle ore 15, il tecnico grigiorosso Davide Ballardini è intervenuto in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

Quella di domani è l’ultima spiaggia. Come ci arriva la squadra mentalmente?
«È vero che ci avviciniamo a partite sempre più decisive, nel senso che ti dicono se puoi ancora competere o meno. Ma è altrettanto vero che giochiamo contro una bella squadra reduce da un gran bel campionato, sarà un bell’esame per noi. È bello giocare contro squadre organizzate e ben attrezzate, per me sarà un bel banco di prova per vedere se siamo competitivi».

Le motivazioni faranno la differenza?
«Davanti troveremo una squadra molto motivata: loro vorranno migliorare la loro classifica, e noi vogliamo finire bene il campionato. Vogliamo finire facendo delle belle partite. Non c’è una squadra meno motivata dell’altra, per un motivo o per l’altro entrambe vogliono finire la stagione al meglio».

Da quanto è arrivato lei la Cremonese marcia alle media di un punto a partita. C’è qualche rimpianto per non essere al passo delle squadre che la precedono?
«Per me la Cremonese ha i punti che merita, da quando noi siamo arrivati penso che si sia fatto un buon lavoro, però evidentemente ci sono delle difficoltà, delle carenze. Io posso solo parlare, perché è giusto così, dal momento in cui siamo arrivati ad oggi. Per quello che è successo prima bisogna sentire chi c’era prima. Magari ci fossimo stati noi avremmo fatto peggio, io non lo so. La Cremonese ha i punti che merita. È chiaro che dal 20 gennaio quando abbiamo iniziato abbiamo fatto 17 punti in 17 partite, ma è evidente che delle lacune le abbiamo e abbiamo cercato di mascherarle».

Lei è ravvenate, l’Emilia Romagna sta attraversando giorni difficili. Che notizie arrivano da casa?
«C’è grande preoccupazione, perché già sono successe tante cose molto gravi, tante famiglie hanno perso tanto, a partire dalle vite che non ci sono più. Tante persone hanno perso case, lavoro, negozi, uffici, è davvero un disastro: per le persone venute a mancare e per tutto ciò che l’acqua ha fatto nelle case, nei capannoni e nei terreni coltivati. I romagnoli però non si piangono addosso. I romagnoli, quando si potrà, si metteranno al lavoro e cercheranno nel minor tempo possibile di tornare alla normalità. È chiaro però che serve il sostegno delle istituzioni».

Chi vorrebbe del Bologna nella sua squadra?
«A me il Bologna piace tutto, è una squadra ben assemblata, ha difensori che a livello tecnico e di personalità ci sono, centrocampisti dinamici che hanno un senso del gioco naturale, anche quelli che giocano poco, e davanti hanno grande abilità, gamba rapida forte e veloce. È una squadra costruita in modo molto chiaro nelle idee e nella scelta dei giocatori, che sono l’uno funzionale agli altri».

La Cremonese deve ripartire dal primo tempo con la Juventus?
«Nel primo tempo contro la Juve siamo stati ordinati e nel proporre siamo stati meno bravi, con meno personalità. Dobbiamo avere più personalità e dare più soluzioni a chi è in possesso di palla. Se ti proponi con personalità chi ha la palla ti può servire, se invece fai fatica a smarcarti dall’avversario diventa più difficile. Nel secondo tempo ci siamo un po’ slegati, volevamo recuperare il risultato ma siamo stati meno squadra».

Quali sono le condizioni della rosa?
«Negli ultimi giorni non si sono allenati Benassi e Ferrari. Ferrari si è allenato questa mattina e sembra disponibile, per Benassi è un po’ più complicato. Non ci sarà Dessers, Tsadjout ha ripreso mercoledì con la squadra quindi c’è».

Che atteggiamento adotterà la Cremo domani?
«Se metti più giocatori offensivi succede che hai meno la palla, sei più slegato e i giocatori offensivi che metti non riescono ad esprimersi al meglio. Ti esprimi al meglio se sei chiaro, se sei compatto. Vi faccio un esempio, siamo andati a giocare a Udine: l’Udinese ha giocato con un attaccante, gli altri nove erano difensori e centrocampisti, ma erano compatti e uniti. Noi avevamo tre attaccanti ma eravamo molto slegati. Serve una squadra che sia chiara, che esalti le qualità di ognuno di noi».

Redazione

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