Mario Ghisolfi era un portiere della Cremonese del passato dotato di enorme talento. È stata posata una targa in suo onore a Sospiro
Scavando nella Cremonese del passato non si può non ricordare Mario “Jumbo” Ghisolfi, portiere che ha vestito la maglia grigiorossa tra il 1949 e il 1957. Nonostante i problemi economici di quella Cremo, che non ebbe fortuna nemmeno dal punto di vista dei risultati, Ghisolfi era entrato nel cuore dei tifosi. Nato a Sospiro il 1° settembre 1928, è stato ricordato proprio nella sua Sospiro sabato 27 giugno 2026 alle 18.30 con una targa commemorativa. Un’altra delle splendide e preziose iniziative del comitato degli Amici della storia grigiorossa, in collaborazione con l’U.S. Cremonese. La targa è stata posata vicino alla sua gigantografia, già da anni presente al campo. All’evento ha preso parte anche il sindaco di Sospiro, lontano parente proprio di “Jumbo”, al quale è stata consegnata una divisa personalizzata.

ICONA – Il primo portiere capitano della Cremonese, oltre 260 partite complessive con la maglia grigiorossa (è nella Top 10 dei più presenti di sempre), personaggio iconico. Che se ne è andato troppo presto. Infatti, è morto prematuramente a soli 38 anni, nel 1966, portando molta tristezza nel mondo del calcio. Il ricordo di “Jumbo” però è rimasto vivo grazie a tante iniziative portate avanti nel corso del tempo: dall’intitolazione del campo della Sospirese fino alla volontà di appendere appunto una sua gigantografia vicino agli spogliatoi del campo stesso, perché le giovani generazioni potessero prendere spunto dalle sue gesta del passato per crescere come uomini e come calciatori. E così sabato 27 giugno, con gli Amici della storia grigiorossa, è stata anche posta una targa all’ingresso dell’impianto sportivo che come detto porta già il nome di Mario Ghisolfi da tempo. Sono questi, oltretutto, i giorni della tradizionale festa estiva della Pro Loco del paese alle porte di Cremona.

E ora un pizzico di storia completa, a cura di Nicolò Bonazzi, tratto dall’episodio della rubrica “C’era una volta…“ per CuoreGrigiorosso.com.
L’ESORDIO – Ghisolfi nasce a Sospiro il primo di Settembre del 1928, pochi anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. L’estremo difensore grigiorosso debutta fra i pali grigiorossi nella stagione 1949-50 esattamente il 30 ottobre 1949 ad Alessandria. Inizialmente Mario è la riserva di Vasirani, neo acquisto della dirigenza cremonese. Il suddetto portiere, però non convince la piazza e, alla lunga, passerà il testimone al buon Mario. Dopo le prime quattordici partite, nel 1950-51 Ghisolfi parte ancora come riserva stavolta di Ferrari (che risulterà essere molto più performante di Vasirani) e per lui ci saranno solo le briciole. Dal 1951, però, Mario diventa il titolare inamovibile e da quel momento iniziano a uscire le caratteristiche tecniche di Ghisolfi.
ALTALENA DI EMOZIONI – Il portiere cremonese è molto bravo tecnicamente, anche se a volte si lascia andare a dei cali di concentrazione che lo portano a compiere errori importanti. Il suo rendimento è altalenante e le partite da lui giocate ne sono la testimonianza: alla terza giornata con una papera clamorosa permette al Piacenza di vincere il derby del Po ma soltanto tre settimane dopo blinda la porta parando l’impossibile e permettendo alla Cremo di strappare un punto contro il forte Parma. Contro il Villasanta invece si fa superare da un innocuo spiovente che non termina in fondo al sacco soltanto grazie all’imprecisione degli avversari.
IL SOPRANNOME “JUMBO” – La Cremo retrocede in Quarta Serie e risparmia su tutte le trasferte in quanto i fondi societari stanno per esaurirsi. L’inferno dura poco e i grigiorossi tornano in C: gli anni passano e Ghisolfi continua a difendere i pali della nostra squadra anche nelle acque paludose della Terza Serie alternando sempre errori evidenti a miracoli. Per questo motivo il buon Mario si guadagna il soprannome “Jumbo”, proprio perché, se in giornata, è capace di volare da un palo all’altro della porta compiendo veri e propri miracoli. Ghisolfi entra nei cuori di tutti i tifosi per dedizione, spirito di sacrificio e perché il suo impegno è sotto gli occhi di tutti. Oltretutto è anche una persona molto buona e benvoluta. Se questo portiere avesse avuto un po’ più di continuità, forse saremmo qui a raccontare un’altra storia…
L’APICE – Jumbo tocca l’apice nel 1956-57 quando la Cremo conquista un quinto posto in Serie C e lui risulta essere uno dei migliori della stagione mentre due stagioni dopo si vede sfilata la maglia da titolare da Sartori. Ghisolfi riguadagnerà il suo posto in porta soltanto nel derby perso a Piacenza. Fra l’altro, di ritorno da quella sfida, un finto tifoso lo distrae e con una scusa lo ferma per parlare della partita. Al termine della chiacchierata Ghisolfi si accorgerà di essere stato derubato del portafogli… Quella fu l’ultima stagione di “Jumbo” fra i pali della Cremo: lui e Zeglioli vengono svincolati e la sua avventura in grigiorosso termina dopo 264 partite disputate. Ghisolfi vanta anche il record di essere il primo portiere capitano della Cremonese.
DOPO LA MORTE – La sua morte nel 1966 generò molto cordoglio nel mondo dello sport, a Cremona e a Sospiro. Nonostante la morte prematura a 38 anni, il suo ricordo verrà comunque mantenuto vivo. Il comune di Sospiro, infatti, ha deciso prima di intitolargli il campo del paese dove disputa le gare casalinghe la Sospirese e poi nel 2018, a novant’anni dalla sua nascita, la giunta comunale ha deciso di appendere una gigantografia vicino agli spogliatoi del campo, nella speranza che le presenti e future generazioni sospiresi non dimentichino le gesta di un grande uomo e grande calciatore, protagonista di una Cremonese di tempi lontani, polverosi e in bianco e nero.
